Cromoni e antileucotrienici

04 maggio 2015

Cromoni e antileucotrienici



Oltre che sulle classi di farmaci da tempo più gettonate, per alcune manifestazioni allergiche (non tutte, però) si può contare anche su altre due famiglie di molecole: i cromoni e gli antileucotrienici. Sono due tipi di farmaci piuttosto differenti da antistaminici e steroidi, che hanno trovato un loro spazio anche perchè non presentano le tradizionali controindicazioni dei principali farmaci usati nelle manifestazioni allergiche. Per esempio, a differenza degli antistaminici non inducono sonnolenza e, diversamente dai corticosteroidi, non presentano il rischio di effetti avversi nei trattamenti a lungo termine. Questa maggiore maneggevolezza, però, è pagata con una minore ''potenza'' rispetto, per esempio, agli steroidi, soprattutto nel trattamento dell'asma.

I cromoni
A questa classe appartengono due sostanze, il sodiocromoglicato e il nedocromile sodico. La loro storia, se si va a guardare agli antenati e precursori, è antichissima. Si riporta infatti che già tra gli antichi egizi si usava come antispastico una pianta, l'Amni visnaga, dalla quale in tempi ben più recenti si estravea il benzopirone, che è appunto il capostipite dei cromoni. Da questa si è passati al sodiocromiglicato, che è un broncodilatattore meno potente del precedente ma ha altresì la capacità di inibire il rilascio di istamina e di altre sostanze coinvolte nelle reazioni allergiche da parte delle mast-cellule. In pratica, anche se il meccanismo d'azione dei cromoni non è ancora non ben definito, la loro funzione consiste nell'impedire le reazioni che si presentano inevitabilmente ogni volta che il soggetto allergico viene esposto all'allergene. La prima conseguenza di questo fatto, però, è che questi farmaci hanno soprattutto una funzione di profilassi, cioè vanno usati prima di entrare in contatto con la sostanza cui si è sensibilizzati. In latre parole, i cromoni sono molto utili se, essendo allergici al pelo di gatto, e dovendosi recare in una casa dove è ospitato un felino, si vogliono scongiurare incidenti. Non è invece utile ricorrere ai cromoni quando la crisi asmatica è già in atto, In quel caso l'unica risorsa restano i broncodilatatori classici, quelli che agiscono facendo rilassare la muscolatura bronchiale, come i beta-2 agonisti. In compenso, è dimostrato che entrambi i cromoni, se usati per periodi superiori a 2-3 mesi a due inalazioni giornaliere, consentono di ridurre l'iperreattività del bronco, cioè si rende meno facile lo scatenamento della crisi.Sodiocromoglicato e nedocromile, inoltre, prevengono anche le crisi asmatiche indotte dallo sforzo fisico.
Ci sono anche discrete evidenze che l'uso dei cromoni nelle forme moderate-gravi di asma permette di ridurre il bisogno di steroidi e questo, soprattutto nei bambini, è un vantaggio.
Comunque, la maggioranza degli studi concorda nel sostenere che i cromoni risultano efficaci da soli soprattutto nelle forme di asma lieve.
Discreto successo ha incontrato anche l'impiego di questi farmaci nella rinite allergica. Infatti impedendo l'accumulo di istamina nella mucosa nasale, previene o comunque attenua significativamente gli effetti dell'allergene. Tuttavia, per prevenire le manifestazioni allergiche è necessario cominciare il trattamento prima della stagione delle allergie e, inoltre, il numero delle applicazioni aumenta rispetto all'asma: almeno 3-4 applicazioni al giorno.

Gli antileucotrienici
Queste sostanze sono invece una scoperta davvero recente, e la loro azione più che antiallergica va definita antinfiammatoria, quindi sono più vicini all'aspirina, semplificando in modo molto grossolano, piuttosto che agli antistaminici. Nelle reazioni infiammatorie si crea una vera e propria cascata di processi chimici, che coinvolgono diversi tipi di cellule e un gran numero di sostanze. Tra queste vi sono i leucotrieni, sostanze prodotte attraverso l'azione di un enzima, la lipossigenasi, Alcuni leucotrieni agiscono direttamente sulla muscolatura del bronco e, quindi, possono essere a ragione considerati tra i responsabili della crisi asmatica. Gli antileucotrienici, quindi hanno il compito di spezzare questa catena di reazioni al momento in cui dovrebbero entrare in azione i leucotrieni. Questo scopo può essere ottenuto in due modi: impedendo l'azione dell'enzima lipossigenasi oppure andando a occupare i recettori delle cellule ai quali dovrebbero legarsi i leucotrieni per esercitare la loro azione. Gli antileucotrienici oggi disponibili sono zileuton, zafirlukast, montelukast. L'indicazione, è ovvio da quanto detto finora, è l'asma, e in particolare la monoterapia nelle forme meno gravi in alternativa agli steroidi per uso topico (e ai cromoni). Come nel caso dei cromoni i vantaggi più evidenti consistono nella minore possibilità di effetti collaterali e, anche, nella somministrazione orale. Infatti, uno dei maggiori problemi causati dalla terapia con gli steroidi locali (quelli che vanno inalati) consite nella possibilità che il paziente salti una o più applicazioni nell'arco della giornata, compromettendo così il controllo dell'iperreattività dei bronchi. In particolare, per i bambini sono anche state studiate formulazioni di antileucotrienici sotto forma di gomma da masticare.
Come per i cromoni, anche gli antileucotrienici sono particolarmente efficaci per prevenire l'asma da sforzo.

Maurizio Imperiali

Fonti

Hardman JG, Limbird LE. Goodma e Gilmans The Parmacological Basis of Therapeutics 9th Edition. McGraw Hill 1996

Mani S. Kavuru, Herbert P. Wiedemann. Diagnosis and Management of Asthma. Second Edition Professional Communication Inc.


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