Brufoli senza età

04 maggio 2015

Brufoli senza età



Non è più una prerogativa giovanile, o almeno così sembra: lacne degli adulti, e soprattutto delle adulte, sembra essere un problema (più) diffuso. In effetti già dalla fine degli anni 90 diversi studi hanno riportato laumento delletà media di chi si rivolge al dermatologo per questo disturbo. E vero che oggi cè una maggiore attenzione allaspetto di quanta non ve ne fosse in passato, e che quindi magari non è aumentata lincidenza ma soltanto il numero di chi si rivolge al medico. Fatto sta che la dermatologia si occupa di questo aspetto con maggiore frequenza.
Un dato certo, invece, è che lacne clinica, cioè non i foruncoli che possono presentarsi ciclicamente in modo fisiologico, è più diffusa nella popolazione femminile: una di queste casistiche riguardava il 12% delle donne ma soltanto il 3% degli uomini. Questo è dovuto soprattutto al fatto che gli equilibri ormonali femminili sono più complessi, e più facilmente si presentano livelli anomali di ormoni androgeni.

Più sensibili da grandi
Lacne degli adulti viene distinta in ricorrente, nel senso che è il prolungamento di quella giovanile, e acne a esordio tardivo, quando si manifesta in chi da adolescente era stato ''graziato''. Però, differenze nella presentazione delle lesioni non ce ne sono, o almeno non evidenti. Vi è invece una maggiore localizzazione delle lesioni: in età adulta si concentrano sul mento e lungo la mascella. Il trattamento dellacne nella maturità è in effetti un po più complesso. Infatti la cute delladulto è per molti aspetti più sensibile allapplicazione di molti dei più efficaci rimedi locali normalmente impiegati, sostanze che tendono ad asciugare la pelle causando irritazione e rossore. In ogni caso, nelle forme lievi-medie, si può comunque ricorrere al trattamento topico, solitamente usando un retinoide, meglio se a bassa concentrazione, associato a un antibiotico. Nel caso dei retinoidi, derivati della vitamina A, è oggi possibile scegliere sostanze che, a differenza delle prime impiegate, si legano solamente ai recettori specifici per lacido retinoico, limitando le reazioni. Questi nuovi retinoidi si chiamano adapalene e tazarotene. Vi è anche la possibilità di ricorrere a preparazioni in cui il retinoide è microincapsulato cioè contenuto in microscopiche sferette così da ottenere un rilascio graduale.

Antibiotici e altro
Anche aumentando gradualmente le concentrazioni dei preparati topici è arduo avere risultati prima di almeno 6 settimane, ma dopo 3 mesi di solito il disturbo è rientrato. Se non si hanno segni di guarigione, però, è opportuno passare alle terapie sistemiche. In effetti, per i motivi accennati prima, luso dei farmaci per via orale è più frequente nelladulto. I principi attivi impiegati sono gli antibiotici e, ancora una volta, i retinoidi. Di norma luso degli antibiotici, anche per periodi prolungati, non produce effetti indesiderati rilevanti. Peraltro di solito lantibiotico ha effetto in 4-8 settimane, dopodichè può essere ridotto o sospeso mantenendo la terapia locale. Lunico retinoide somministrato normalmente per via orale è lisotretinoina che, però, quasi sempre crea qualche inconveniente, anche se di gravità diversa. Per questo viene riservato alle forme più vistose, anche se recentemente il suo impiego, soprattutto nelle donne, viene allargato anche a casi meno gravi ma resistenti agli altri trattamenti.
Nelle donne in cui non risultano efficaci i trattamenti topici, e anzi prima ancora di cominciare qualsiasi trattamento, vale però sempre la pena di indagare lequilibrio ormonale. Alcune malattie come la sindrome dellovaio policistico danno luogo ad acne, così come altre condizioni sempre legate allattività ovarica. In questi casi, i trattamenti più efficaci restano le sostanze ormonali, dalla pillola anticoncezionale ad altri preparati in grado di interferire sullovaio.

Sveva Prati

Fonte
Baldwin HE Acne Comes of Age: Treatment Approaches for the Adult Population. Medscape Clinical Update, 10 agosto 2004


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