Sobri ma con la rosacea

04 maggio 2015

Sobri ma con la rosacea



Naso e viso rossi sono le tipiche manifestazioni dellacne rosacea ma non solo. Anche gli alcolisti, infatti, hanno, il più delle volte, lo stesso aspetto. Un fenomeno che influenza la percezione generale e che conduce, spesso, a stigmatizzare i pazienti con la rosacea, tacciati di indulgere a un bicchiere in più anche quando non è quello il problema. Ma esiste davvero qualche associazione tra le due condizioni? Se ne è occupata una recente indagine della National Rosacea Society statunitense ribadendo che lalcol non è causa della condizione dermatologica. Però...

Vorrei la pelle nera
Lacne rosacea, va ricordato, è una dermatite cronica caratterizzata da arrossamento permanente del volto; naso, guance, mento e fronte, in particolare, si arrossano in modo intermittente. Un rossore che con il passare del tempo, la malattia si presenta in genere dopo i trentanni, diventa più aggressivo e persistente fino a rendere visibili i vasi sanguigni. Se la malattia non viene trattata si formano foruncoli e protuberanze e nella maggior parte dei casi il naso risulta più voluminoso.
Per quanto se ne sa oggi la malattia è causata da una predisposizione genetica ed etnica, si verifica cioè più facilmente nelle popolazioni di pelle chiara, Irlandesi, Scandinavi, Scozzesi e Inglesi. Ma lalcol è una delle condizioni che possono peggiorare la malattia in alcuni pazienti. Viene, infatti, subito dopo sole, caldo e stress ambientali, e recenti ricerche hanno evidenziato come una bevanda alcolica possa scatenare problemi in almeno due pazienti su tre. E lindagine della National Rosacea Society non fa che confermarlo con ancora più precisione evidenziando quali alcolici abbiano più responsabilità. In testa il vino rosso che ha scatenato reazioni cutanee nel 76% dei pazienti. Poi il vino bianco, la birra, lo champagne fino allo scotch responsabile di eruzioni cutanee solo nel 21% dei soggetti esaminati. Non solo. Losservazione più significativa dello studio riguarda i pazienti, 9 su 10, che hanno limitato il consumo di alcolici a causa della loro rosacea. Il 90% di questi, infatti, ha mostrato notevoli miglioramenti nei rossori. E' importante - sostiene la responsabile della ricerca - che non si faccia confusione. Rosacea ed effetti dellalcolismo possono apparire simili ma la loro associazione non è automatica. Ciò nonostante nella gestione della malattia va tenuto presente che lalcol può essere considerato uno dei fattori scatenanti o aggravanti la condizione. I trigger peraltro non mancano e tra questi vanno annoverati parecchi cibi, dallavocado al formaggio ma anche bevande come il caffè, il tè o ancora prodotti per la cura della pelle o lesercizio fisico.

Attenzione al vino rosso
Una ricerca, come quella condotta dagli statunitensi, ha come principale merito laver stabilito una gerarchia di pericolosità tra le bevande alcoliche. Laspetto scientifico non è una novità assoluta. Lalcol, come noto, dilata i vasi rendendo il volto più rosso e il vino rosso in più contiene sostanze istamino-simili chiamate tiramine, che dilatano ulteriormente i vasi. Quindi niente vino rosso per i pazienti con rosacea? Dipende - concludono i ricercatori - visto che si tratta di una questione soggettiva e come tale va gestita. E se proprio si volesse bere vino un suggerimento può essere quello di bere subito dopo acqua fredda, un modo per spegnere l''incendio cutaneo''. Un suggerimento che vale anche per chi non avesse rosacea, lacqua è ottima per prevenire i postumi della sbornia.

Marco Malagutti

Fonte
Survey by the National Rosacea Society, Barrington, Ill. John E. Wolf Jr et al.


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