Guarigioni esagerate

02 aprile 2004
Focus

Guarigioni esagerate



Le cicatrici sono un fatto comune. Meno, fortunatamente, i cheloidi, cioè le formazioni di tessuto ipertrofico che tendono a superare i limiti della ferita sulla quale hanno cominciato a svilupparsi in seguito al processo cicatriziale. Entrambi hanno in comune la poca conoscenza che si ha dei meccanismi che condiscono alla cicatrice anzichè alla formazione di nuovo tessuto. Del resto, ricorda un articolo del British Medical Journal, non è che nelluomo questa sia la regola: nel feto, per esempio, a una lesione corrisponde la formazione di nuovo tessuto identico al precedente. Evidentemente cè un meccanismo che fa sì che si formi il tessuto cicatriziale invece di quello normale, ma non è conosciuto. In mancanza di queste nozioni il trattamento delle cicatrici è empirico.

Mantenere idratata la cute
Insomma, alcune misure funzionano e altre no, ma il perchè non è chiaro. Nellarticolo del BMJ viene indicato come trattamento più efficace lapplicazione immediata di un bendaggio semi occlusivo, capace di mantenere sulla ferita un ambiente umido, accoppiato allapplicazione di creme o unguenti con funzione idratante. Questo favorisce la riepitelizzazione, cioè la formazione di nuovo tessuto normale. Però, perchè abbia effetto deve essere applicato subito. Un perfezionamento di questa misura è limpiego, soprattutto nelle persone giovani predisposte alla formazione dei cheloidi, di pellicole di gel siliconico che hanno dimostrato di riuscire ad appiattire la cicatrice e a normalizzare la guarigione. Anche in questo caso non è chiaro il perchè. Se falliscono anche i gel, una possibilità di recuperare la situazione viene dalle iniezioni locali di steroidi non solubili (triamcinolone). Non si sono invece rivelate di nessuan utilità le creme a base di steroidi, forse perchè non in grado di raggiungere in quantità adeguata glistrati inferiori della cute.
Diverso il discorso delle ferite che vengono suturate, o di quelle chirurgiche. In questo caso si deve tenere presente anche il grado di tensione cui sarà sottoposta la ferita. Per esempio, un taglio su un braccio, durante il movimento può essere ''tirato'' indirezioni diverse. In questi casi, è utile supportare la sutura interna applicando dei punti anche nel tessuto sottostante. In questo modo i punti contrastano le tensioni e vi è meno probabilità che cedano quelli applicati alla cute.

Bisturi o laser?
Quando poi il cheloide o la cicatrice ipertrofica si sono formati è possibile intervenire? In effetti si sono attuati approcci diversi. Molte speranze erano riposte nellimpiego del laser ma ancora non si è potuto definire con esattezzaquali tipi di laser e quale procedura offrono i risultati migliori, cioè manca una procedura standard. Certamente è possibile ricorrere alla chirurgia tradizionale, ovviamente a patto di osservare nellesecuzione dellintervento di rimozione del tessuto cicatriziale, tutte le precauzioni elencate sopra (sutura interna, bendaggio occlusivo eccetera).
Ovviamente la ricerca in questo settore prosegue, e attualmente sono allo studio terapie più mirate, per esempio sostanze che interferiscano con il fattore di crescita trasformante-beta, che interviene nella formazione delle cicatrici. Unaltra strada è mettere a punto sistemi per modulare la produzione locale di collagene. Nei prossimi anni ci saranno novità, e saranno le benvenute, anche perchè risolvere il mistero delle cicatrici significa salvaguardare non soltanto la pelle, ma anche organi interni come il fegato o il polmone.

Davide Minzoni

Fonti
Mustoe TA.Scars and keloids.BMJ. 2004 Jun 5;328(7452):1329-30.


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