Il presente e il futuro delle trasfusioni

04 maggio 2015

Il presente e il futuro delle trasfusioni



Lo scorso 24 marzo si è tenuto a Roma il Convegno ''Le attività trasfusionali e la produzione nazionale degli emoderivati Prospettive e scenari'' promosso dallOsservatorio Sanità eSalute. Lincontro è stato loccasione per aprire un dibattito sulla Legge 219 del 2005 che regola le attività trasfusionali e la produzione nazionale degli emoderivati. Questa legge è stata nel tempo emendata più volte fino al punto che la stessa è stata definita ''tormentata e convulsa''. Durante una conferenza stampa legata al convegno Ferruccio Fazio, sottosegretario al Welfare ha annunciato l'apertura di un tavolo di lavori con produttori di emoderivati, AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e Centro nazionale sangue. ''Il tavolo - precisa Fazio - avrà un duplice obiettivo: garantire e stimolare le attività produttive in Italia, ma anche rimuovere norme protezionistiche, aprendo al contempo a situazioni approvate da organismi internazionali''. La posizione dell'AIFA in merito è stata illustrata da Guido Rasi, direttore generale AIFA: ''Per ora perseguiamo la massima sicurezza e guardiamo con attenzione all'importazione da Paesi in cui è prevista la remunerazione dei donatori e in cui, in linea teorica, sarebbe possibile una contaminazione. In generale - prosegue - i Paesi europei puntano a regole condivise, anche se esistono ancora delle disomogeneità e manca una forza ispettiva adeguata. Insomma, bisogna trovare un equilibrio tra il fatto di non penalizzare i produttori di emoderivati italiani con regole troppo limitanti rispetto alla stessa Ue, ma senza derogare alla sicurezza''.

Il sangue artificiale è ancora un sogno
Nel frattempo negli ultimi giorni dallInghilterra sono arrivate notizie entusiastiche sulla possibilità di produrre sangue partendo da cellule staminali embrionali avviate alla differenziazione per genere globuli rossi. In questo caso è bene fare alcune precisazioni: anche nella migliore delle ipotesi va ribadito che il prodotto dei laboratori sarà appunto solo una quantità di globuli rossi che però costituiscono solo una parte dei componenti del sangue. Giuseppe Novelli genetista dellUniversità di Roma Tor Vergata, commentando la notizia tende a raffreddare entusiasmi prematuri: ''Siamo solo di fronte a un annuncio - fa notare - e mi sembra prematuro cantare già vittoria. Questa ricerca parte bene, perchè potrà contare su finanziamenti multimilionari e lavorare su evidenze che lasciano al momento ben sperare. Ma siamo solo davanti a un tassello di un insieme estremamente complesso. Il puzzle, in questo caso, è rappresentato dal sangue che scorre in vene e arterie, ''composto da globuli rossi, bianchi, piastrine, plasma. Insomma - sottolinea Novelli un fluido estremamente variegato, che svolge una funzione essenziale nel nostro organismo''. Questa precisazione è importante anche e forse soprattutto per evitare che le persone vengano dissuase dalla donazione del sangue che, al momento è la sola e unica fonte alla quale possono attingere le banche del sangue. Inoltre va sottolineato che lItalia è lontana dallautosufficienza nel reperimento di sangue ed emoderivati nonostante lo sforzo del milione 600 mila donatori italiani che consentono di raccogliere 2,5 milioni di unità di sangue intero e 500.000 in aferesi (processo che separa le componenti del sangue).

Gianluca Casponi

Fonti

Convegno ''Le Attività Trasfusionali e la Produzione Nazionale degli Emoderivati; Prospettive e Scenari''; Roma 24 marzo 2009



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