La malaria si previene

31 luglio 2003

La malaria si previene



Secondo dati dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'incidenza globale di malaria è pari a circa 110 milioni di casi all'anno, con 280 milioni di persone portatrici del parassita (anche se si tratta sempre di stime approssimative, poiché non è facile in alcuni Paesi ottenere informazioni precise). La diffusione della malattia è nettamente irregolare: oltre l'80% dei casi clinici si trovano in Africa, dove risiedono anche il 90% circa di tutti i portatori mondiali del parassita. Seguono, poi: India, Brasile, Thailandia, Sri Lanka, Afghanistan, Vietnam, Cina e Birmania.

Prevenzione

Quando fare la profilassi: A deciderlo deve essere sempre il medico. Il rischio di malaria, infatti, potrebbe essere minore di quello degli effetti tossici legati all'uso di antimalarici. In caso si renda opportuno fare la profilassi, bisogna scegliere quale farmaco utilizzare. In alcune aree il P.Falciparum è ormai resistente a molte sostanze, tra cui la clorochina. Se il Paese di destinazione non presenta segnalazioni di resistenza del protozoo al farmaco, la clorochina è senz'altro la scelta migliore, da assumere in 2 capsule da 150 mg 1 volta alla settimana, a partire da 2 settimane prima del viaggio fino a 4 settimane dopo il ritorno a casa. In caso di viaggi in Paesi clorochino-resistenti, invece, il farmaco più adatto è, in genere, la meflochina (1 capsula 1 volta alla settimana a partire da 7 giorni prima della partenza, fino a 4 settimana dopo il ritorno a casa). E' importante, però, non superare la dose complessiva di 8 capsule perché il farmaco può dare effetti collaterali. Inoltre, vi sono alcune categorie di pazienti alle quali è sconsigliata l'assunzione di meflochina: i soggetti ipersensibili alla sostanza, i bambini con un peso corporeo inferiore ai 15 Kg, le donne in gravidanza, chi fa uso di beta-bloccanti, digossina, calcioantagonisti o chinidina, chi deve svolgere attività in viaggio che necessitino di un efficace coordinamento dei movimenti e una perfetta discriminazione spaziale (come, per esempio, i piloti) e i viaggiatori con epilessia o disordini psichiatrici. Le donne sottoposte alla profilassi con meflochina, inoltre, dovrebbero evitare la ricerca di una gravidanza durante i 3 mesi successivi al termine della terapia. Se si sospetta una possibile allergia al prodotto, invece, è consigliabile iniziare la profilassi in anticipo (per esempio 4 settimane prima della partenza), così da poter testare eventuali reazioni allergiche e controllarne gli effetti prima del viaggio. 

Come: i farmaci antimalarici vanno assunti con cibo e acqua, con assoluta regolarità. E' importante che il viaggiatore capisca che l'infezione può essere mortale e, pertanto, che non può permettersi alcuna dimenticanza! 

In quali paesi: L'OMS, a seconda delle aree a rischio di malaria, ha diviso il mondo in tre grandi zone differenti: la A, la B e la C, come si vede in figura 1 e 2:


Zone bianche: aree nelle quali la malaria è scomparsa, è stata eradicata o non esiste

Zone grigio chiaro: aree con rischio limitato di malaria

Zone grigio scuro: aree con maggiore rischio di trasmissione malarica)

Area A: il rischio è basso e stagionale e in alcune zone inesistente (per esempio nelle zone urbane). P.falciparum assente o sensibile alla clorochina. Consigliata profilassi con clorochina o, in caso di rischio molto basso, nessuna profilassi; è consigliato, comunque, portare con sé della clorochina come autotrattamento di riserva, da usare solo quando non vi è la possibilità di ricorrere a un medico. 

Area B: il rischio è basso nella maggior parte della zona cerchiata. La profilassi con clorochina consente, da sola, la protezione contro il P. vivax. Associata con il paguanil, invece, la protezione vale anche contro il P.Falciparum e, in caso di infezione nonostante la profilassi, può attenuare la gravità della malattia. In caso di rischio molto basso è possibile evitare la profilassi, ma è sempre consigliabile portare alcuni di questi farmaci come autotrattamento di riserva (da assumere sotto controllo medico): chinino, sulfadossina-primetamina, sulfalene-primetamina, meflochina o alofantrina. 

Area C: in Africa il rischio è alto nella maggior parte delle aree della zona C, tranne alcune zone molto elevate. Rischio basso, invece, nella maggior parte delle aree di questa zona in Asia e in America, ma alto nelle zone del bacino amazzonico. Nell'area selezionata dell'Asia vi è resistenza alla sulfadossina-primetamina, più variabile invece nella zona C dell'Africa e dell'America. La profilassi è consigliabile con: meflochina o dossiciclina o clorochina associata a proguanil (se la meflochina e la dossiciclina non sono disponibili o controindicati) o nessuna profilassi in caso di rischio molto basso. Negli ultimi due casi, però, è opportuno portare con sé uno dei seguenti farmaci: chinino, meflochina o alofantrina (da usarsi dietro indicazione medica o quando non è possibile ricorrere in loco a un medico). 

Mai abbassare la guardia!
Nessuna profilassi può garantire una protezione assoluta: è bene che questo concetto, per quanto allarmante, sia ben chiaro a tutti. Per questo la malaria deve sempre essere sospettata in caso di febbre (con o senza altri sintomi, come: cefalea, mioartralgie, stanchezza, vomito, diarrea, tosse) protratta per più di 8 giorni, fino a vari mesi dall'esposizione iniziale. Spesso, infatti, i sintomi della malaria possono venire confusi con quelli di una banale influenza. Un ruolo fondamentale, quindi, è rivestito sia da una diagnosi tempestiva, nonché da una corretta terapia. Se siete all'estero e avete dei dubbi, non aspettate a cercare un medico e insistete perché vi venga prelevato un campione di sangue da esaminare al microscopio per la ricerca dei parassiti della malaria. In caso di esito negativo al primo campione di sangue e la persistenza dei sintomi, sottoponetevi ad altri prelievi di sangue da esaminare a intervalli appropriati. Detto questo, esistono comunque alcune regole sempre valide che andrebbero seguite come misure di protezione contro le punture di zanzare. In particolare, si deve tenere conto che la zanzara, in genere, punge nel periodo che va dal tramonto all'alba, orario in cui, pertanto, è fondamentale attenersi a questi semplici consigli:

  • evitare (se possibile) di uscire dopo il tramonto; se si esce di notte, indossare abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi ed evitare i colori scuri, profumi e dopobarba (che attraggono le zanzare);

  • usare sostanze repellenti sulla cute esposta, privilegiando il N,N-dietil-m-toluamide o il dimetilftalato. Attenzione, però: nei bambini questi prodotti possono risultare tossici;

  • dormire (se possibile) in camere con un efficiente condizionatore d'aria; in alternativa, utilizzare zanzariere per porte e finestre o, se anche questo non fosse possibile, durante la notte tenere ben chiuse porte e finestre;

  • se le zanzare possono entrare nel vostro alloggio, utilizzare zanzariere sopra al letto, rimboccando i margini sotto il materasso e assicurandosi sempre che la rete non sia bucata o che qualche zanzara non vi sia rimasta chiusa all'interno. Per una protezione ancora più accurata, si può anche impregnare la zanzariera con sostanze repellenti, come pirimetrina o deltametrina;

  • di notte utilizzare in camera spray anti-zanzare, diffusori di insetticida (elettrici o a batteria) che contengano tavolette impregnate di piretroidi o serpentine antizanzare al piretro. 

Annapaola Medina


Fonti
"Viaggi e Salute dall'Afghanistan allo Zimbabwe", di Walter Pasini, pp. 18 - 23.

Malaria vaccine.org

Drug Resistance in Malaria - Peter B. Bloland - World Health Organization (pdf)

Malaria: General Information - CDC, Centers for Disease Control and Prevention

Dossier "Stop Malaria"



Cerca nel sito


Cerca in


Ricette  |  Farmaci  |  Esperto risponde  |
Cerca il farmaco
Dizionario medico


Potrebbe interessarti
L'esperto risponde