Trombocitemia essenziale: diagnosi

04 maggio 2015

Trombocitemia essenziale: diagnosi



Nella maggior parte dei casi viene scoperta accidentalmente con esami eseguiti per motivi indipendenti dalla sindrome, tuttavia l'uso sistemico dell'analisi automatica per il conteggio delle piastrine ha determinato un progressivo aumento della frequenza della diagnosi, anche in giovani pazienti asintomatici.
La diagnosi di trombocitemia essenziale viene posta per esclusione rispetto alle trombocitosi secondarie e alle altre sindromi mieloproliferative croniche. L'eccesso di piastrine viene rilevato attraverso un emocromo (esame che misura la quantità dei principali componenti cellulari del sangue), ma servono anche lesame morfologico del sangue periferico, mediante striscio, che consente di valutare la forma delle piastrine (spesso alterata nella trombocitemia essenziale) e lesame del midollo osseo per valutare il numero dei megacariociti. Gli esami della funzionalità epatica e renale, del metabolismo glucidico e lipidico, radiografia del torace, ecografia o TAC addome e/o di altre zone, sono tutti utili per valutare le condizioni generali del paziente e/o escludere cause di secondarietà dellaumento delle piastrine.


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