I nemici di eros

04 maggio 2015

I nemici di eros



Fanno parte delle malattie infettive: si tratta di oltre venti diverse patologie, causate da batteri, virus, funghi o parassiti. Si trasmettono tutte per via sessuale, ma non sempre i loro effetti sono a carico degli organi genitali. Si differenziano per la contagiosità, i metodi di diagnosi, il decorso della malattia e le possibilità di cura e prevenzione.
Il contagio avviene generalmente durante i rapporti sessuali (orali, anali, vaginali), attraverso il contatto diretto di liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali) con le mucose. Le malattie veneree più aggressive, in particolare le infezioni da herpes, sono trasmissibili anche tramite baci e petting, sempre per contatto diretto con i liquidi organici infetti (in questo caso anche la saliva). Il contagio può anche prodursi dalla madre al feto, durante la gravidanza, e dalla madre al neonato, al momento del parto. Alcune MST (epatite B/C, Aids e sifilide) possono essere trasmesse anche tramite trasfusioni con sangue infetto, o scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Estremamente rari, invece, ma non per questo meno pericolosi (gonorrea, papilloma virus, sifilide) i casi di contagio tramite luso in comune di biancheria, asciugamani, articoli da toeletta o altri oggetti. La maggior parte delle MST (ad eccezione soprattutto dellepatite B e dellAids) si manifesta inizialmente nelle zone del corpo in cui è avvenuto il contatto, quindi pene, vagina, labbra della vulva, ano, cavità orale. Alcune di queste malattie sono semplicemente fastidiose, altre invece molto pericolose: se non curate possono estendersi a tutto il corpo e causare danni gravi e irreparabili come sterilità, lesioni cerebrali o cecità. Nelle donne quasi tutte le malattie veneree, se trascurate, conducono allinfiammazione cronica della pelvi, che interessa tutti gli organi interni dellapparato riproduttivo: ovaio, tube, utero. Le conseguenze della cronicizzazione sono molteplici: continui dolori e disturbi, anche durante i rapporti sessuali, nausea, vomito, febbre, difficoltà nel portare a termine una gravidanza, sterilità irreversibile.
Linfezione da HIV, ovviamente, è attualmente la MST più pericolosa perchè non curabile e mortale.

Infezioni da Chlamydia trachomatis
La clamidia è un batterio che sinsedia principalmente nell'uretra e nella cervice (il collo dell'utero) e, normalmente, non dà sintomi molto evidenti. Può darsi che si presenti leucorrea (perdite bianche dalla vagina) facilmente confondibile, però, con una banale vaginite. Oppure possono manifestarsi sintomi sovrapponibili a quelli da infezioni genito-urinarie, come prurito e bruciore durante la minzione. Per queste ragioni le infezioni da clamidia possono peggiorare silenziosamente, diffondendosi anche agli organi adiacenti: epididimo e prostata nelluomo, vagina, utero, ovaie, e tube nella donna. Se la malattia non viene diagnosticata, quindi neanche curata, in tempo le conseguenze possono essere gravi e irreversibili: sterilità, aborto spontaneo, gravidanze extrauterine. A complicare la diagnosi, nelle fasi iniziali del contagio, c'è il fatto che la clamidia può essere identificata solo con esami piuttosto complessi e costosi (almeno per l'Italia) come l'immunofluorescenza, e ci vogliono almeno 5 giorni prima di avere lesito; inoltre, se il prelievo per l'esecuzione dell'esame (il cosiddetto tampone) si effettua in una zona diversa dall'uretra e dalla cervice, per esempio la vagina, si può avere un falso negativo. A essere colpiti da questa infezione sono soprattutto gli adolescenti. La terapia si basa su antibiotici ben collaudati (tetracicline, eritromicina, metronidazolo), ma una volta guariti non bisogna rinunciare alle precauzioni: è sempre possibile contrarre di nuovo linfezione.

Linfogranuloma inguinale (o venereo)
Alcuni ceppi di clamidia, molto rari nellEuropa centrale, possono causare questa grave patologia. Circa 2 settimane dopo il contagio, compaiono nella regione genitale o anale dei noduli, che possono anche ulcerarsi, ma spontaneamente regrediscono nel giro di 10-14 giorni. Linfezione però non è guarita e si ripresenta, successivamente, causando notevole ingrossamento e infiammazione dei linfonodi inguinali. In assenza di cure possono insorgere gravi complicanze, se i linfonodi si aprono verso lesterno (fistole) o se il batterio si diffonde a linfonodi più profondi (gastrici o iliaci). La diagnosi si effettua accertando la presenza del batterio nel sangue o direttamente nei tessuti infettati. In fase iniziale la malattia guarisce con luso degli opportuni antibiotici (non la penicillina), quindi non bisogna trascurare i primi disturbi e rivolgersi subito al medico.

Gonorrea
E' un'altra infezione causata da una famiglia di batteri chiamati gonococchi (Neisseria gonorrhoeae). A 2-7 giorni dal contagio la malattia si manifesta con minzione dolorosa e con un secreto, giallo-verdastro mucopurulento, dal pene o dalla vagina (possibili anche localizzazioni anali e del cavo orale). Il colore e la consistenza del secreto sono molto specifici e quindi sufficienti per formulare una prima diagnosi. Spesso nella donna non si hanno manifestazioni evidenti: secondo i dati dellOMS fino all80% dei casi nelle donne è asintomatico. Se la malattia non viene curata possono insorgere, nel tempo, gravi complicanze: infezioni della prostata, del condotto spermatico e dellepididimo nelluomo; infiammazioni della pelvi e danni alle tube nella donna. Principali conseguenze possono essere la sterilità e le gravidanze ectopiche (l'embrione si sviluppa fuori dell'utero, mettendo a rischio anche la madre). In uno stadio tardivo della malattia i batteri si diffondono in tutto lorganismo, colpendo specialmente le articolazioni e la regione epatica (periepatite acuta). Inoltre, l'infezione può essere trasmessa al neonato al momento del parto, causando una congiuntivite gonococcica (ophtalmia neonatorum) che può portare a cecità. Il contagio può avvenire anche per via indiretta attraverso il contatto con biancheria infetta. La diagnosi della gonorrea si effettua mediante esame microscopico o colturale della secrezione. Identificare la presenza del gonococco nella coltura batterica è difficile per il fatto che il batterio è termosensibile, quindi prelevato dal sito dell'infezione tende a morire rapidamente. La gonorrea è guaribile con gli antibiotici. La terapia antibiotica è semplice e rapida (penicilline) e solo nei casi di batteri resistenti (produttori di betalattamasi) si deve ricorrere a prodotti più recenti. Spesso alla gonorrea si sovrappone l'infezione da clamidia o da treponema pallido (sifilide).

Tricomoniasi
Il Trichomonas vaginalis non è nè un batterio nè un virus, ma un parassita che si localizza nella vagina o nelluretra. La sua identificazione è molto semplice: basta esaminare al microscopio il secreto vaginale a fresco (senza bisogno di coltura o altre preparazioni). Inoltre, il 50 per cento delle donne presenta sintomi chiari: infiammazione della vulva e della vagina, con prurito e bruciore, e abbondanti perdite schiumose di colore giallastro. Le conseguenze più gravi sono le infezioni successive ad interventi abortivi e la tendenza, nelle gravide, alla rottura precoce delle membrane (parto prematuro). Nelluomo linfezione è spesso silente, ma il tricomonas si annida nelluretra e nella prostata. Se si trascura può causare uretrite, epididimite e dilatazione della prostata. Secondo l'OMS è la malattia venerea più diffusa, sia nei paesi in via di sviluppo sia in quelli industrializzati, tuttavia in alcune aree europee è in diminuzione: nel milanese, per esempio, si è passati da una prevalenza del 15-20% di 10 anni fa al 2-3%. La terapia prevede il metronidazolo o altri farmaci antimicrobici.

Herpes genitale
Si tratta di un'infezione dovuta al tipo 2 dello stesso virus che causa l'herpes labiale (Herpes Simplex Virus). Nella donna la malattia si manifesta con una sensazione di bruciore ai genitali e di dolore al momento di urinare, cui fa seguito la comparsa di vescicolette, raggruppate sulle piccole e sulle grandi labbra. In alcuni casi si possono anche affiancare sintomi generali come spossatezza, febbre e dolori articolari. Anche nelluomo il virus colpisce i genitali ma i sintomi sono, in genere, meno gravi. Le vescicole guariscono spontaneamente entro 10 giorni, ma il virus rimane nellorganismo allo stato silente e scatenerà poi infezioni recidive. La conseguenza più grave è la possibilità, per la madre, di trasmettere l'infezione al neonato, con esiti anche potenzialmente mortali (encefalite). Le eventuali lesioni cervicali, che potrebbero evolvere in cancro della cervice uterina, si rilevano dal Pap test. Per ridurre lintensità dei sintomi si possono utilizzare farmaci antivirali (aciclovir), non ci sono però farmaci in grado di debellare definitivamente il virus. In Italia era in commercio un vaccino (ora disponibile fino ad esaurimento scorte), purtroppo poco efficace ed estremamente costoso, dato il gran numero somministrazioni previste. Per ora il mezzo protettivo più efficace è l'uso del profilattico, non solo quando sono presenti le vesciche ma, secondo quanto afferma una ricerca della Columbia University di New York, anche negli intervalli tra una crisi e laltra.

Infezioni da Papilloma virus (HPV)
Questa malattia virale può portare alla formazione di condilomi, lesioni dell'epitelio genitale che si presentano come escrescenze (verruche) rosse, a forma di cavolfiore, più o meno sporgenti. I condilomi compaiono circa 4 settimane dopo il contagio, nella zona genitale e perianale. E' un'infezione molto diffusa soprattutto tra gli adolescenti (maschi e femmine), e nella donna la presenza di ceppi virali particolarmente aggressivi è stata messa in relazione con l'aumento del rischio di cancro della cervice. In assenza di lesioni evidenti, la presenza dell'infezione può essere accertata attraverso il Pap test, che rivela le alterazioni cellulari causate dal virus. In questi casi si procede alla colposcopia per localizzare le zone sospette e procedere a una biopsia. A volte sono presenti anche altri sintomi: secrezioni giallastre, dolore o prurito, sensazione di fastidio durante il rapporto sessuale. La terapia è prevalentemente locale (anche se era stato provato l'impiego dellinterferone): toccature con acyclovir o podofillina, oppure asportazione chirurgica col laser o azoto liquido (si rimuovono i condilomi). Come con altri virus linfezione può essere recidivante, cioè si possono avere ricadute, e può anche restare silente per lunghi periodi prima di venire diagnosticata. Si tenga presente che l'uso della pillola o la gravidanza, a causa del maggior tasso di estrogeni circolanti, favoriscono la crescita dei condilomi. LHPV è particolarmente contagioso: si trasmette per via diretta tramite i rapporti sessuali, ma anche per via indiretta per contatto con indumenti e oggetti infetti.

Sifilide (o Lue)
Causata da un batterio, il Treponema pallidum, la sifilide è la più antica delle malattie a trasmissione sessuale. Piuttosto grave, è però facilmente diagnosticabile e curabile, tanto che nei paesi industrializzati è in calo ormai da decenni. Potrebbe ritornare agli onori della cronaca grazie alle immigrazioni dal Terzo Mondo, e alla pratica del cosiddetto ''turismo sessuale'' in paesi in cui è molto diffusa (alcune zone dell'Africa e dell'Asia, per esempio). Il treponema non si trasmette solo attraverso i rapporti sessuali, ma anche attraverso il sangue e per contatto con indumenti infetti. Il segno più evidente è la formazione del sifiloma, una caratteristica lesione nodulare simile a un bottone rilevato, di color rame o rosso, con unerosione al centro, non dolente. Il periodo dincubazione dura 1-4 settimane, il sifiloma compare nel punto dinoculazione, solitamente sul pene o nella vagina, ma anche su labbra, tonsille, lingua ed areole mammarie. Le ghiandole linfatiche vicine al nodulo singrossano ma, anche se non è curato, il sifiloma scompare spontaneamente nel giro di 2-3 settimane. Dopo 2-3 mesi la malattia entra nello stadio secondario: i batteri invadono tutto lorganismo provocando eruzioni cutanee, febbre e tumefazione dei linfonodi. Queste manifestazioni cutanee scompaiono dopo 1-2 settimane, ma recidivano nel corso degli anni. Senza cure appropriate dopo 2-10 anni si manifesteranno lesioni a carico degli organi interni, specialmente del sistema nervoso: nello stadio terziario sarà colpito il midollo spinale (disturbi motori) e nellultimo stadio il cervello (demenza). La diagnosi si basa sullesame microscopico di liquido prelevato dalle lesioni, e sul test sierologico (un esame del sangue noto come ''Wassermann'') per la sifilide, test che dà risultati affidabili a 3 settimane dal contagio. Una cura di antibiotici (per es. penicillina) nello stadio precoce porta alla completa guarigione, se invece si interviene più tardi si potranno eliminare i batteri, ma i danni organici prodottisi negli stadi III e IV saranno irreversibili. Durante la gravidanza, la sifilide può causare danni gravissimi al feto.

Micosi
La Candida albicans è assai diffusa, ed è il principale agente patogeno delle infezioni fungine trasmesse sessualmente. In situazioni normali la candida è un ospite innocuo della cute, delle mucose e dellintestino, in determinate condizioni, invece, può causare la malattia. Favoriscono la comparsa dellinfezione gli stati di debilitazione (per la diminuzione delle difese immunitarie), le terapie antibiotiche e cortisoniche, la gravidanza e il diabete. Linfezione può colpire la vagina, il glande, il prepuzio, la mucosa orale e la faringe; si presenta con placche bianche su cute eritematosa. Può comportare sintomi fastidiosi, come intenso prurito o vivo bruciore, ma non lascia conseguenze. Nella donna determina inoltre lemissione di abbondanti secrezioni biancastre dalla vagina. La diagnosi di solito è semplice: il medico riconosce la candida con una semplice visita; in casi più complessi (diverse infezioni sovrapposte) o ambigui (scarsa sintomatologia) lanalisi di una coltura di materiale organico fornisce una risposta in tempi brevi. Linfezione si cura con farmaci specifici (antimicotici), sia per via orale sia applicati localmente, e unadeguata igiene.

Ulcera venerea (molle)
E' causata da un bacillo (Haemophilus ducreyi). Abbastanza rara nellEuropa centrale lulcera molle è invece piuttosto diffusa nei Paesi tropicali in via di sviluppo. A 2-7 giorni dallinfezione compaiono, sui genitali e nella zona anale, una o più ulcere molli, dolorose, con bordi irregolari. I nodi linfatici nella regione inguinale possono ingrossarsi considerevolmente, fino a rompersi, nel 50% dei casi, provocando veri e propri ascessi. Lulcera iniziale si può facilmente confondere con il sifiloma primario che compare con la sifilide (che però non è doloroso). La diagnosi si effettua mediante lesame microscopico di materiale prelevato dalle lesioni, con cui si accerta la presenza del batterio. La malattia è guaribile in 2 settimane con antibiotici, se non viene curata le ulcerazioni possono persistere per diversi mesi. Una volta guariti non si è immuni: linfezione può essere contratta nuovamente da altri partner, se non si adottano precauzioni.

Epatiti virali
I virus dellepatite B e C si trasmettono anche per via sessuale, tuttavia le infezioni che ne derivano non colpiscono gli organi genitali, come abbiamo già ampiamente illustrato.

AIDS
LAids (Acquired Immune Deficiency Syndrome = sindrome da immunodeficienza acquisita) è lo stadio finale di uninfezione causata dallHIV (Human Immunodeficiency Virus = virus dellimmunodeficienza umana). A tuttoggi sono noti due tipi di virus (HIV-1 e HIV-2) con numerosi sottogruppi. Tra il momento del contagio e linsorgere della malattia vera e propria (Aids conclamato) possono trascorrere anche 12 anni. In questo periodo le persone contagiate possono trasmettere il virus ad altri senza rendersene conto. In presenza di altre malattie sessuali ''classiche'' (specialmente la sifilide e lulcera molle) si è maggiormente esposti al rischio di contrarre il virus dellAids. La diagnosi dellinfezione HIV avviene mediante lanalisi del sangue (test degli anticorpi HIV). A tuttoggi la malattia è inguaribile e porta alla morte. Un accertamento precoce dellinfezione e ladozione di appropriate misure terapeutiche permettono di ritardare linsorgere della malattia e di migliorare la qualità della vita del paziente.

Che cosa fare

Rivolgersi al medico appena si hanno i primi sospetti: in fase iniziale si guarisce meglio e più in fretta, e si evitano strascichi permanenti.

Se linfezione si protrae per lungo tempo è più facile che i batteri diventino resistenti ai normali antibiotici, così che si deve ricorrere a medicinali diversi

Quando si è affetti da una malattia che interessa gli organi genitali occorre curarsi, astenersi dai contatti sessuali fino al termine della terapia e comunicare la diagnosi anche ai partner avuti in precedenza.

Entrambi i partner devono assumere i medicinali, anche se uno dei due non manifesta sintomi clinici evidenti, per evitare di ricontagiarsi o di contagiare altri partner (alcune infezioni possono anche progredire in silenzio).

Una volta guariti non si è immuni: è sempre possibile contrarre altre volte sia la stessa malattia che altre MST, quindi non trascurare mai le norme igieniche e le precauzioni nei rapporti sessuali.

Non assumere droghe: le droghe e lalcool alterano la percezione della realtà, offuscano il senso di responsabilità, attenuano la capacità di giudizio e di autocontrollo portando così a facili rapporti sessuali non protetti. Inoltre luso di droghe abbassa le difese immunitarie dellorganismo, aumentando la possibilità di contrarre malattie, e lo scambio di siringhe, per la somministrazione endovenosa, facilita la trasmissione di alcune infezioni.

Vaccinarsi contro lepatite B: dato che esiste il vaccino, vaccinarsi conviene a tutti, soprattutto a coloro che fanno parte delle categorie a rischio (personale medico, pazienti sottoposti a dialisi, tossicodipendenti che assumono droga per endovena, persone che soggiornano a lungo in un paese in via di sviluppo).

Il test HIV:poichè lAids è una malattia inguaribile è meglio accertare o escludere uneventuale sieropositività, così da iniziare tempestivamente le cure e risparmiare il contagio a partner ignari.

Evitare i rapporti sessuali occasionali: poichè non tutte le malattie veneree sono guaribili, possono anche condurre alla morte (Aids) o causare gravi danni alla salute (epatite B/C, sterilità) è opportuno rinunciare ai rapporti sessuali occasionali (per es. in viaggio). Un solo rapporto sessuale con una persona malata può trasmettere il contagio. Chi cambia spesso il partner corre più rischi dincontrare una persona malata.

Elisa Lucchesini

Fonti
A.S.Roversi ''Diagnostica e terapia''

J.W.Hurst ''Medicina Clinica''




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