Urinoterapia

04 maggio 2015

Urinoterapia



Bere la propria urina: in Cina non è certo una novità. Sono oltre 3 milioni, infatti, i cinesi che bevono la loro stessa secrezione renale nella convinzione che questo rappresenti una specie di ''elisir di lunga vita''. A rafforzare l'idea sono state di recente anche le affermazioni del prof. Yang Liansheng, del Liaoning Institute of Traditional Chinese Medicine. Durante un seminario tenutosi nella città di Shenyang, Liansheng ha affermato che l'urina contiene numerose sostanze benefiche in grado di rafforzare il sistema immunitario, descrivendo l'urina come un bene persino più limpido e sano dell'anima! (Reuters Health 2001;6 giugno).

La domanda, però, nasce spontanea: se l'organismo ha previsto l'espulsione dell'urina, perchè bisognerebbe reintrodurla nell'organismo? Perchè la salute dovrebbe nascondersi dietro ad un rito che va contro natura? Nonostante l'urinoterapia abbia radici nel passato, infatti, non esistono ancora ricerche scientifiche, nè dati statistici che ne accertino l'efficacia sulla salute dell'uomo. Al contrario, su libri, riviste e, negli ultimi anni, anche su Internet si possono trovare numerosi testi che, senza alcun fondamento tecnico, incoraggiano e discorrono con enfasi sull'ingestione di urina a scopo terapeutico. In occidente l'urinoterapia era già conosciuta dal medico naturalista dell'antica Grecia Galeno (II secolo d.C. ) e dallo scrittore romano Plinio, che la consigliavano nei casi di escoriazioni; in oriente, invece, la tradizione risale addirittura a 5 mila anni fa, con accurate descrizioni all'interno del testo nettare di Shiva. L'idea comune ai divulgatori dell'urinoterapia è che la presenza nell'urina di sostanze tossiche che il nostro organismo espelle, una volta reintrodotte nelle giuste dosi, possa stimolare l'apparato immunitario. In pratica, l'urina funzionerebbe come una specie di vaccino, favorendo la produzione di anticorpi per difendersi dalle malattie.

Oggi la medicina alternativa e para-medica sembra avere un peso non indifferente sulle scelte della popolazione e, come nel caso della ''cura all'urina'' in Cina, può anche diffondersi in maniera spropositata, sfuggendo al controllo del medico. Tra gli altri, a contestare ''ad alta voce'' questa pratica è anche Tullio Regge, fisico del Politecnico di Torino e garante scientifico del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), che si occupa di promuovere un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale. Regge considera la tradizione dell'urinoterapia una pura leggenda, su cui speculano molti ciarlatani senza scrupoli e numerosi mistici fondamentalisti. ''Le colpe, però'' sottolinea Regge ''ricadono anche sulla malasanità e sul rapporto medico-paziente''.

Annapaola Medina

Approfondimenti

Cicap - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale

Le assurdità dell'urinoterapia



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