Meglio non stare a guardare

04 maggio 2015

Meglio non stare a guardare



L'uso dei linfonodi sentinella anche per il trattamento del melanoma, raccoglie ottimi risultati nella ricerca scientifica e guadagna spazio nellambito clinico. In effetti per quanto la chirurgia di resezione della lesione cutanea di spessore intermedio sia curativa, nel 15-20% dei casi le metastasi si sviluppano nei linfonodi regionali. Questo fenomeno è lelemento più importante per poter fare una prognosi quando il melanoma è in uno stadio ancora precoce, e la rimozione immediata di tali linfonodi viene considerata la modalità elettiva per migliorare la stadiazione e la sopravvivenza. Per quanto la sua efficacia sia stata dimostrata in quei pazienti che hanno metastasi nodali non evidenti, si sollevano dubbi sui reali benefici sulla sopravvivenza generale. Anche perchè il paziente viene esposto ai rischi e alle complicanze della procedura stessa.

Una sopravvivenza lunga e sana
Per fugare i dubbi proseguono le ricerche e questa volta, i dati a supporto sono stati raccolti in uno studio molto grande in cui il metodo veniva testato su più di 1200 pazienti con diagnosi di melanoma. Tutti venivano sottoposti a unampia resezione della lesione cutanea. Una parte di loro poi veniva assegnata al metodo osservazionale, vale a dire che lintervento di rimozione chirurgica dei linfonodi veniva realizzato se la linteressamento della malattia ai noduli diventava clinicamente rilevabile. Per laltro gruppo, invece, si procedeva alla biopsia del nodulo sentinella e se venivano rilevate delle micrometastasi, cioè metastasi occulte, non palpabili, si effettuava la rimozione immediata del nodulo.
Ancora una volta i vantaggi erano evidenti nel monitoraggio a cinque anni. La frequenza di recidiva è maggiore nel gruppo osservazionale: 26,8% contro 20,7% dellaltro gruppo, al contrario la sopravvivenza senza patologia era più alta nel gruppo in cui si interveniva subito dopo la biopsia positiva: 78,3% contro 73,1%. Non cambiava invece molto nella mortalità dovuta al melanoma, tuttavia è assolutamente non trascurabile il vantaggio di non dover vivere il trauma della ricaduta.

Il tempo perduto
In effetti una strategia osservazionale potrebbe lasciare il tempo alle micrometastasi di accrescersi e di diffondersi ad altri linfonodi e quindi aumentare il rischio di metastasi distanti e ridurre le possibilità di una sopravvivenza a lungo termine. La rimozione immediata di metastasi linfonodali subcliniche offre un vantaggio notevole in termini di sopravvivenza specifica, a cinque anni, alla malattia, che arrivava al 72,3% contro il 52,4% in caso di linfoadenectomia ritardata. I dati possono anche essere letti al contrario, cioè che le metastasi occulte possono progredire e finire per aggredire chiaramente quando ciò non accade non è possibile stabilire il vantaggio sulla sopravvivenza senza malattia, nè stabilire una differenza significativa nel tasso di recidiva linfonodale tra chi ha la biopsia negativa e chi veniva assegnato al metodo osservazionale. Vale a dire che linfluenza dello stato tumorale del linfonodo sentinella sulla sopravvivenza senza malattia e sulla sopravvivenza melanoma specifica è anche indice dellaggressività delle micrometastasi del linfonodo sentinella.In definitiva, la biopsia positiva del linfonodo sentinella gioca un duplice ruolo, nei casi di melanoma di spessore intermedio, ha, infatti, un importante valore prognostico e di valutazione della stadiazione tumorale che associato alla rimozione immediata e completa del linfonodo migliora notevolmente la sopravvivenza. In questi casi, quindi, è meglio agire anzichè restare a guardare.

Simona Zazzetta

Fonti
Morton BL et al. Sentinel-node biopsy or nodal observation in melanoma. N Engl J Med. 2006 Sep 28;355(13):1307-17Balch CM, Cascinelli N. Sentinel-node biopsy in melanoma. N Engl J Med. 2006 Sep 28;355(13):1370-1


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