Come mantenere un'adeguata capacità funzionale in età avanzata

04 maggio 2015

Come mantenere un'adeguata capacità funzionale in età avanzata



Che l'attività fisica faccia bene dovrebbe ormai essere un dato di fatto incontestabile, patrimonio culturale di ciascun medico, messaggio pubblicizzato e persino enfatizzato anche dai mass media.
Tuttavia cessa di esserlo proprio durante la vecchiaia, periodo durante il quale è indispensabile poter mantenere certe capacità funzionali e in cui l'anziano è spesso vittima della sindrome da immobilizzazione.

Quali sono le conseguenze della mancanza o della riduzione del movimento?
Il movimento è possibilità di conoscere, di apprendere, di relazionarsi. Il movimento struttura e dà significato alla percezione. Senza movimento non esiste percezione.

Si possono individuare tre ordini di problemi:

la drastica riduzione di stimoli afferenti (in arrivo);

l'impossibilità a reagire attivamente di fronte a situazioni di disagio con incremento dello stato di stress;

la rapida perdita di prestazioni motorie.

La conseguenza è rappresentata da un rapido declino cognitivo e da un altrettanto rapido esaurimento della riserva funzionale, già intaccate dal processo di invecchiamento.
Tranne rarissime eccezioni che il Medico può individuare, non esistono controindicazioni allo svolgimento di un adeguato programma di attività fisica finalizzato al mantenimento delle capacità funzionali.

Un programma equilibrato deve prevedere tre punti:

Allenamento alla mobilità articolare.
Quindici o venti minuti al giorno di esercizi di allungamento muscolare possono migliorare la mobilità articolare in tutte quelle persone che per anni non hanno svolto attività fisica.
Tali esercizi sono ideali anche nelle fasi di riscaldamento che precedono e seguono le sedute di allenamento alla resistenza cardiovascolare.
Gli esercizi devono interessare i muscoli della coscia, il quadricipite, i muscoli del cingolo pelvico, i muscoli posteriori della colonna lombare, i pettorali ed i muscoli del cingolo scapolare.

Allenamento alla forza muscolare.
I metodi più semplici e sicuri prevedono l'utilizzo di manubri per le braccia da 0.5 fino a 3 Kg. al massimo, con i quali compiere numerose ripetizioni degli stessi esercizi.
L'allenamento può iniziare con due serie da 12 ripetizioni per ciascun tipo di esercizio (abduzione delle braccia, sollevamento verso l'alto, flessione dell'avambraccio, estensione di braccio ed avambraccio in avanti) per 3-4 volte la settimana.
Ciascun esercizio dovrebbe essere ripetuto un numero sufficiente di volte tale da raggiungere il punto di fatica, ossia fino al momento in cui l'esecuzione delle due ultime ripetizioni di una serie risulta difficoltosa perchè compare mancanza di respiro.

Allenamento alla resistenza cardiovascolare.
Implica lo svolgimento di un'attività aerobica tre volte alla settimana per 20 minuti ad allenamento.
L'attività più semplice è il camminare ad una velocità più elevata rispetto a quella di una normale passeggiata, in modo da aumentare la frequenza cardiaca (se non sussistono controindicazioni mediche).

Dr. Maurizio Tovaglieri
Resp. U.O. Recupero e Rieducazione Funzionale
Istituto Clinico Mater Domini (Castellanza - VA)



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