Cure sicure anche da lontano

09 gennaio 2004

Cure sicure anche da lontano



"L'erogazione di servizi di cura e assistenza, in situazioni in cui la distanza è un fattore critico, da parte di qualsiasi operatore sanitario attraverso l'impiego delle tecnologie informatiche e della comunicazione per lo scambio di informazioni utili alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione di malattie e traumi, alla ricerca e alla valutazione e per la formazione continua del personale sanitario, nell'interesse della salute dell'individuo e della comunità". Così l'OMS definisce la telemedicina, ossia l'esercizio di un atto medico a distanza. Si tratta di una disciplina che dalla sua nascita, negli anni '70 quando la NASA ebbe la necessità di controllare a distanza i parametri fisiologici degli astronauti, ha fatto passi da gigante e sulla quale si è accesa sempre più l'attenzione, anche in virtù dei recenti progressi tecnologici e scientifici.

Quali progressi?
Dal punto di vista tecnologico oggi si può contare sulla disponibilità di collegamenti affidabili a un costo più contenuto, sulla riduzione degli investimenti per l'hardware (gli strumenti) e sulla diffusione di Internet. La "rete" è diventata, infatti, determinante, dal momento che unisce la capillarità del sistema telefonico alla versatilità dei collegamenti, e consente, inoltre, di trasmettere sia segnali audio o elettrici (come quelli dell'elettrocardiografo) sia immagini statiche e filmati, con una qualità più che accettabile. Il tutto a costi estremamente limitati. E dal punto di vista clinico? Gli studi sull'argomento proseguono ma un dato si può considerare ormai inequivocabile: i sistemi di teleconsulto sono sostanzialmente affidabili e determinano un sicuro vantaggio: rendere i servizi sanitari qualificati accessibili anche per i luoghi isolati o difficili da raggiungere. Applicare la telematica in ambito medico significa, infatti, rispondere con tempestività alle esigenze diagnostiche e terapeutiche di cittadini distanti dalle strutture sanitarie o comunque impossibilitati a muoversi da casa. Una possibilità i cui campi di applicazione sono in continua evoluzione, tanto che ormai praticamente ogni branca della medicina può avvalersi di questo strumento. 

Quali aree terapeutiche?
In testa alla lista è sicuramente la telecardiologia (trattata in un articolo a parte). Le patologie cardiologiche necessitano, infatti, spesso di diagnosi e interventi rapidi, che, in mancanza di personale specializzato, possono essere realizzati grazie alla telemedicina. Altrettanto rilevante il ruolo nella radiologia con trasmissione a distanza di immagini di qualunque tipo, dalla RX del torace alle angiografie, dalle ecografie alle TAC cerebrali. Quale branca poi più della dermatologia ha l'immagine come riferimento fondamentale? Con la telemedicina è possibile trasmettere ciò che si è visto, fotografato, biopticato e questo può arricchire la diagnostica come la terapia. Il lavoro del Dermoscopy Working Group Italia ha tra i suoi obiettivi fondamentali proprio la promozione del teleconsulto e della collaborazione tra gli specialisti. Per il dentista, poi, può essere determinante il teleconsulto laddove ci si trovi di fronte a situazioni difficili come per esempio la presenza contemporanea di un problema odontoiatrico e di malattie generali con le quali si ha poca dimestichezza. In ambito ginecologico tramite la videocomunicazione è possibile risolvere tutti i problemi di spostamenti che durante il periodo della gestazione possono rivelarsi particolarmente difficoltosi se l'ospedale di competenza è distante o difficile da raggiungere. Il controllo centralizzato può essere, inoltre, di fondamentale importanza nel trattamento dei pazienti oncologici. Va in questa direzione una recente iniziativa della Fondazione Umberto Veronesi che ha aperto uno "Sportello Cancro" sul sito del Corriere della Sera per rivolgersi direttamente ai pazienti. L'ultima categoria degna di nota, infine, è l'anatomia patologica vista la facilità di trasferimento delle immagini istologiche. Un esempio lampante delle potenzialità della telemedicina nell'area patologica è l'iniziativa del Gruppo patologi dell'area milanese che nel loro sito mettono in condivisione casi clinico-patologici corredati da fotografie micro ed eventualmente macroscopiche sui quali si richiede il parere dei visitatori.

Quali vantaggi?
C'è chi si dice preoccupato che il teleconsulto possa svalutare il rapporto medico-paziente. È indiscutibile che in situazioni come l'assistenza al personale navigante o ai passeggeri degli aerei di linea non si può prescindere dalla telemedicina. In altre situazioni, poi, come l'assistenza nelle zone isolate o rurali la telemedicina rappresenta la scelta migliore non costringendo il medico o il paziente a uno spostamento. Un modo sicuro per ridurre tempi e costi e per garantire sanità il più possibile uguale per tutti i cittadini.
Marco Malagutti




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