Per fermare le vertigini c'è una terapia

04 maggio 2015

Per fermare le vertigini c'è una terapia



Cresce costantemente il numero di italiani che soffrono di vertigini (soprattutto donne, senza particolari distinzioni di età), complici anche il fumo, la sedentarietà e il sovrappeso.
Fino a pochi anni fa la causa della sensazione vertiginosa era sempre ricercata nellorecchio o nella cervicale. Oggi, invece, si sa che il sistema di controllo della posizione nello spazio è molto più complesso. E anche le vertigini, alla fine, sono il segnale di unalterazione articolata che può avere origine in diverse zone del nostro fisico.
Tecnicamente la vertigine è definita come una sensazione illusoria di movimento del corpo o dellambiente circostante.
La caratteristica del sistema dellequilibrio è di avere molti informatori della nostra posizione del nostro corpo nello spazio (occhi, labirinto, muscoli, udito e tatto spiega Davide Tufarelli, Responsabile dellUnità Operativa di Riabilitazione Otorinolaringoiatrica dellIRCCS San Raffaele Pisana.
Se questi informatori danno tra loro delle notizie congrue al cervello - prosegue il Prof. Tufarelli - ci sentiamo stabili, se invece le informazioni sono incongure scatta la vertigine.
Per le persone che si trovano a fare i conti con il ''mondo che gira'' arrivare ad una diagnosi e quindi ad una cura in tempi rapidi non è sempre facile.
Spesso chi soffre di una vertigine acuta deve accontentarsi di superare la fase critica, accettando come un dato di fatto lo stato vertiginoso cronico. Grazie alla riabilitazione vestibolare oggi è possibile evitare che un evento acuto come la vertigine diventi cronico.
Ma cerchiamo di capire come agisce la riabilitazione vestibolare.
Se cè una lesione in un organo la sua funzione può essere sostituita con informazioni provenienti da altri sensori.
Con uni intervento riabilitativo mirato (riabilitazione vestibolare) è possibile fare in modo che il Sistema Nervoso Centrale comprenda che quella informazione che è diminuita deve essere recepita in maniera diversa: se in una situazione normale, quando il labirinto informa il cervello di girare la testa a destra di dieci gradi parte uno stimolo che fa muovere gli occhi a sinistra di dieci gradi in modo che la vista rimanga stabile sulloggetto che stiamo guardando, quando si ha una lesione labirintica lorgano leso in formerà il cervello che abbiamo mosso la testa, ad esempio, di soli tre gradi.
Di conseguenza la testa si muoverà di dieci gradi mentre gli occhi si muoveranno di tre gradi, causando levento vertiginoso.
A questo punto lo scopo del riabilitatore è di fare in modo che il Sistema Nervoso Centrale riesca a cogliere lerrore e continui quindi a far spostare i nostri occhi di dieci gradi dalla parte opposta.
Le attuali conoscenze sul sistema dellequilibrio - precisa il Prof. Tufarelli - consentono di giungere allidoneo trattamento di una sindrome vertiginosa, a condizione che venga dedicato tempo ed attenzione alla raccolta dei sintomi ed allinterpretazione dei segni clinici e strumentali.
Buona parte del successo della terapia - prosegue Tufarelli - si basa su di una corretta diagnosi. Per questo motivo è fondamentale che il paziente sia seguito da un èquipe professionale interdisciplinare: il recupero è tanto più rapido quanto più precoce ed efficace è lintervento riabilitativo.


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