Scartoffie addio

09 gennaio 2004

Scartoffie addio



Scartoffie e cartellette con scritture illeggibili stanno scomparendo dagli ospedali per lasciare il posto a sistemi informatizzati in cui tutte le informazioni relative al paziente e alla sua malattia non rischiano più (o rischiano meno) di perdersi o di essere lasciate all'interpretazione dell'operatore di turno. I moduli base di questi sistemi di gestione sono le cartelle cliniche informatiche attualmente disponibili in diverse fogge proposte dalle aziende produttrici. In generale, prevedono la possibilità di inserire tutti i dati relativi al paziente e alla patologia da cui è affetto e uno storico dei trattamenti che il paziente ha ricevuto. Tali informazioni sono solitamente gestite mediante computer fissi, portatili o palmari, sono consultabili nell'ambito di una rete allestita nella strutture e in ogni caso vengono custodite all'interno di un archivio telematico.
Su questo modello di base sono stati anche costruiti dei sistemi più complessi e anche orientati in maniera specifica verso aree patologiche più definite, pensati per supportare il lavoro del personale medico e dare indicazioni terapeutiche standardizzate.

Un Paradigma operativo
Un esempio è rappresentato da un progetto maturato nell'ambito delle esperienze dell'Ospedale Maggiore-Policlinico di Milano, che nel 2002 ha ricevuto un finanziamento dell'Unione Europea. In questo caso i confini del sistema, chiamato Paradigma (PARticipative Approach to Disease Global Management), escono dai limiti del singolo ospedale e permettono a più centri ospedalieri di aderirvi. Paradigma si propone come un aiuto alla decisione clinica mettendo a disposizione protocolli preventivi e terapeutici informatizzati; è in grado di intervenire su quattro tipi di percorsi clinici: cure intensive, profilassi delle tromboembolie e controllo della terapia con anticoagulanti, prevenzione della mortalità infantile, prevenzione e trattamento del cancro del colon-retto.
Ciascun operatore viene riconosciuto al suo ingresso in base alla struttura di appartenenza e al proprio ruolo (medico, infermiere, amministrativo) e opera con un'interfaccia che viene adattata su misura anche per i diversi reparti del singolo ospedale in quanto ciascuno di essi utilizza un proprio linguaggio tecnico. Inoltre tiene conto del fatto che le indicazioni terapeutiche, pur partendo dalle linee guida, devono essere basate sulle molecole e sulle formulazioni effettivamente presenti nella farmacia dell'ospedale.
Il sistema Paradigma ha anche un interessante vantaggio, cioè può crescere ed evolversi in quanto interagisce con l'operatore dal quale acquisisce la possibilità di nuove soluzioni terapeutiche che escono dagli schemi previsti. Il sistema infatti non fornisce indicazioni perentorie a fronte dell'inserimento dei dati relativi al paziente, piuttosto, nel caso che il medico prenda una decisione che si discosta dal protocollo, gli viene ricordato qual è l'azione prevista. Una sorta di funzione di orientamento, più utile per generare un circolo virtuoso di attenzione e apprendimento che non un atteggiamento rigido. Tale "aggiornamento" si basa quindi su un feedback e sull'evoluzione delle conoscenze senza la necessità dell'intervento sulla programmazione.

Ermes per i malati terminali
Un altro esperimento, più recente, risale all'autunno 2003, il protagonista è VIDAS, l'associazione di volontariato che assiste malati oncologici in fase terminale. Il progetto in questo caso si chiama Ermes e per quanto somigli molto a una cartella clinica informatizzata, in realtà è stato pensato in funzione della particolare natura dell'assistenza al malato terminale basata su cure di tipo palliativo. E' prevista infatti la partecipazione di più figure con competenze diverse e la possibilità di valutare il paziente per aspetti non strettamente clinici come i bisogni espressi.
Il cuore è un software installato su palmare, che permette non solo di richiamare i dati già acquisiti sul paziente, ma anche di inserirne di nuovi che saranno subito disponibili a tutti gli altri operatori. Ogni operatore VIDAS sarà dotato di palmare collegato, via cellulare, a una centrale dedicata Vodafone, poi alla centrale ASP (Application Service Provider) e infine alla centrale operativa del VIDAS. Questa semplice strumentazione in mano all'operatore lo rende assolutamente autonomo rispetto al contesto ambientale al punto che non è nemmeno necessario che al domicilio del paziente sia presente un telefono.

Sistemi esperti
Lo sviluppo della telemedicina è quindi orientato verso l'elaborazione di sistemi che superano il concetto di semplice database a favore di un metodo che contempla l'interazione tra l'operatore e il sistema e che valorizza il contributo dato dall'esperienza professionale. E' comunque auspicabile che la tendenza tecnologica privilegi in ogni caso la personalizzazione del trattamento del paziente nel rispetto delle singole esigenze cliniche e personali, lasciando all'operatore un margine di autonomia per scelte operate ad hoc.

Simona Zazzetta


 




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