Guida dell'auto

04 maggio 2015

Guida dell'auto



Mettersi alla guida di un'automobile può essere pericoloso: lo dicono le statistiche. I risultati emersi da 22.500 rilevamenti, effettuati dalla polizia stradale di Emilia Romagna e Lombardia nel 1999, su incidenti stradali e autostradali, e da oltre 1800 questionari distribuiti in tutta l'Italia, sono sconcertanti. Circa il 3% degli incidenti avrebbe come causa accertata il classico ''colpo di sonno'', mentre il concorso della sonnolenza, intesa come calo della vigilanza, alzerebbe questa percentuale al 20%, con tassi di mortalità tre volte superiori rispetto agli altri incidenti.
Sonno, sonnolenza, calo dei riflessi, distrazione sono segnali di allarme, ma prevenire si può. Per mettersi in viaggio più sicuri ecco quali sono i nemici nascosti di cui diffidare.

Il sonno
Dormire è necessario, almeno 6 ore di sonno prima di mettersi alla guida; se poi si deve affrontare un viaggio lungo e si è soli meglio partire riposati o non partire affatto.

I farmaci
Moltissimi sono i medicinali che possono causare sonnolenza: sia come effetto principale (sonniferi) che secondario. In ogni caso se possono interferire con la guida è sempre segnalato sul foglietto illustrativo.
Ansiolitici I cosiddetti tranquillanti, le benzodiazepine, famiglia numerosissima e molto utilizzata per controllare gli stati di ansia e di tensione emotiva. A dosi più alte combattono l'insonnia, non stupisce perciò che inducano sedazione e sonnolenza. I possibili rischi sono spesso sottostimati: gli studi al riguardo dimostrano che chi assume ansiolitici corre un rischio di incidenti stradali 5 volte superiore a chi non li assume. Sia l'assunzione prolungata nel tempo che una sola dose possono pregiudicare in modo sensibile la capacità di guida, l'effetto è potenziato dall'alcol e risulta più marcato e duraturo negli anziani. Questi farmaci sono impiegati anche come premedicazione, per accertamenti diagnostici ambulatoriali (gastroscopia), e rientrano nella composizione di farmaci per i disturbi gastrointestinali di origine nervosa.
Antidepressivi e antipsicotici I farmaci impiegati nel trattamento della depressione e delle malattie di tipo psichiatrico (neurolettici) manifestano effetti sedativi, particolarmente pronunciati alle prime somministrazioni. Soprattutto nelle forme più gravi è la malattia stessa però a precludere la guida e il medico può esplicitamente vietarla al paziente.
Anticonvulsivanti Le specialità impiegate nel trattamento dell'epilessia possono compromettere la capacità del guidatore, ma questo rischio non è paragonabile alle conseguenze di una crisi convulsiva durante la guida. La legislazione italiana consente di condurre veicoli privati ai pazienti epilettici in trattamento con farmaci, purchè non abbiano avuto crisi convulsive da almeno due anni. Non è consentita invece, in nessun caso, la guida di mezzi pubblici.
Antistaminici La sonnolenza associata agli antistaminici tradizionali è un effetto ben noto. Le sperimentazioni effettuate hanno confermato che questi farmaci diminuiscono la vigilanza e compromettono l'integrità psicomotoria, pur con variazioni importanti a seconda degli individui, del dosaggio e delle caratteristiche dei singoli principi attivi. Si tratta di farmaci tuttora molto utilizzati sia come antiallergici (raffreddore da fieno, orticaria, pruriti generalizzati) sia in associazione con altri prodotti nelle preparazioni decongestionanti nasali, antitussive o analgesiche.
Anticinetosici Difficilmente chi guida soffre di mal d'auto, ma può avere bisogno di un rimedio contro il mal di mare o d'aereo: dopo sarebbe meglio non mettersi al volante. In caso non si possa fare a meno di guidare, conviene utilizzare i farmaci disponibili sotto forma di cerotto, che danno minor sedazione.
Antinfiammatori non steroidei I classici analgesici, presenti anche in numerosi prodotti da banco, hanno una varietà di effetti sul sistema nervoso centrale. La comparsa di vertigini, sonnolenza, confusione mentale, giramenti di testa, difficoltà di concentrazione può risultare molto pericolosa per chi si trova alla guida, soprattutto per le persone anziane, in cui queste manifestazioni sono più frequenti.
Antipertensivi I farmaci per l'ipertensione, soprattutto all'inizio della terapia, possono provocare una drastica caduta della pressione arteriosa, con conseguenti vertigini e senso di svenimento. Risolte le precauzioni iniziali, quando si ha la certezza che la terapia è ben tollerata si può guidare in assoluta tranquillità.
Insulina e ipoglicemizzanti orali I diabetici in terapia con questi farmaci sono soggetti al pericolo di crisi ipoglicemiche, che possono alterare la lucidità mentale e di conseguenza la capacità di guida. Ritardare un pasto o compiere sforzi eccessivi e inconsueti (come guidare a lungo) può scatenare una crisi anche in pazienti con diabete ben stabilizzato. Precauzione d'obbligo per tutti i diabetici in viaggio è avere sempre a portata di mano caramelle, biscotti, grissini, fette biscottate o qualsiasi altra fonte di zuccheri da ingerire rapidamente ai primi sintomi.
Miorilassanti e antispastici Anche questi medicinali, utilizzati per rilassare la muscolatura, possono avere un certo effetto sul sistema nervoso centrale, che si manifesta con senso di stanchezza e di debolezza. Basta evitare di assumerli prima di mettersi alla guida e, soprattutto, non associarli mai con bevande alcoliche.

Il caldo
Le temperature elevate, che caratterizzano l'estate, fanno desiderare di raggiungere i luoghi di vacanza anche solo per un fine settimana. Per conquistare l'ambita meta ci si sottopone però a lunghi ed estenuanti viaggi, di notte o sotto il sole. Entrambe queste situazioni giocano a sfavore dei riflessi al volante: di notte i colpi di sonno sono molto più frequenti, mentre di giorno il caldo mette a dura prova la nostra pressione arteriosa. Il calore, infatti, provoca vasodilatazione, quindi abbassa la pressione con i conseguenti giramenti di testa, mal di testa, debolezza e sonnolenza. Per evitare il collasso: bere molto per reintegrare i liquidi persi con il sudore e fare frequenti soste all'ombra. Attenzione anche ai climatizzatori delle auto, indipendentemente dalla temperatura esterna effettiva, infatti, una differenza eccessiva tra interno ed esterno dell'abitacolo è un grande stress per il sistema cardiocircolatorio.

I pasti
Alcuni i cibi possono dare sonnolenza, soprattutto se si eccede in quantità. Quindi, prima di mettersi in viaggio, è meglio fare dei pasti, leggeri evitando fritti e condimenti grassi che richiedono una lunga digestione.

Le droghe
Senza scendere nei dettagli delle singole sostanze d'abuso, va ricordato che tutte le droghe alterano la percezione sensoriale della realtà portando ad un'errata valutazione delle distanze, delle proprie capacità e del proprio stato psicofisico. In pratica si può essere euforici e quindi imprudenti, oppure depressi e quindi poco vigili. Spesso queste due fasi si susseguono in ordine di tempo; con alcune sostanze poi si hanno anche allucinazioni. Chi si mette al volante in queste condizioni è pericoloso per se stesso ma anche per gli altri: guidatori e passeggeri.

Gli alcolici
L'alcol deprime il sistema nervoso centrale e potenzia l'effetto dei farmaci che possiedono questa stessa azione, ecco perchè, per prudenza, alcol e farmaci non andrebbero mai associati. Gli effetti dell'alcool dipendono dalla sua concentrazione nel sangue (alcolemia), si ritiene che una concentrazione pari allo 0,5‰ (50 mg di alcool per decilitro di sangue) rappresenti la soglia di rischio. A partire da questo valore, infatti, i riflessi sono meno pronti, la capacità di percepire in tempo adeguato le distanze, i tempi di frenata prima di un ostacolo sono alterati e le manovre di guida sono più soggette ad errori. Le risposte che richiedono una perfetta coordinazione psicomotoria diventano così insufficienti e pericolosamente tardive, e la capacità di guida ne risulta compromessa. In Italia, secondo le norme in vigore, è accettabile guidare con un'alcolemia fino allo 0,8‰. Secondo la sentenza n. 7558 del 12 agosto 1997 della Cassazione Civile sezione I°, per l'accertamento della guida in strato di ebbrezza, le forze di polizia possono legittimamente far uso dell'etilometro e, in sede di pronto soccorso, è lecito utilizzare il dosaggio dell'alcolemia per accertare le responsabilità di un incidente stradale. Questa sentenza rende conto di quanta parte abbia il consumo di alcol nel causare gravi incidenti stradali.

Il cellulare
L'uso del telefono cellulare durante la guida è un altro fattore di rischio per gli incidenti: favorisce una maggior distrazione e, infatti, è vietato dal codice della strada (è consentito solo se si utilizza il dispositivo vivavoce o l'auricolare).

Gravidanza
Nel primo trimestre di gravidanza si avverte spesso un'insolita sonnolenza e un inspiegabile senso di stanchezza. Si tratta di fenomeni assolutamente normali, che tendono a scomparire nei mesi successivi, tuttavia le donne in dolce attesa dovrebbero essere più prudenti nel mettersi alla guida.

Le cinture di sicurezza
I conducenti sono responsabili dell'uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri. La Cassazione con sentenza del 20.11.1996 ha riconosciuto colpevole di omicidio colposo il conducente di un autoveicolo per il decesso di un passeggero maggiorenne, dovuto al mancato utilizzo della cintura di sicurezza durante un incidente stradale. Le norme di sicurezza, tanto disattese dagli italiani, andrebbero rispettate da chi guida e, soprattutto, vanno fatte rispettare ai propri passeggeri, non solo quando si tratta di bambini.



Cerca nel sito


Cerca in


Ricette  |  Farmaci  |  Esperto risponde  |
Cerca il farmaco
Potrebbe interessarti
L'esperto risponde