Soprattutto informare

04 maggio 2015

Soprattutto informare



Ogni cittadino italiano, in caso di malattia, ha la possibilità di rivolgersi al proprio medico di famiglia, ma i cittadini extracomunitari a chi si possono rivolgere?Il dottor Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), che è la principale Società scientifica dei medici di famiglia, è tra coloro che si impegnano nel trovare delle soluzioni ai problemi riguardanti l'integrazione sanitaria degli immigrati nel nostro paese.
Ecco perchè, in occasione del congresso regionale della Società scientifica, che si è svolto a Siracusa lo scorso giugno, si è schierato molto nettamente ''contro ogni razzismo, a favore dell'integrazione delle culture e dei popoli, anche in sanità''.''I problemi'' dice Cricelli ''sono dovuti al fatto che i cittadini extracomunitari sono spesso portatori di malattie che nel nostro paese sono state debellate, come per esempio la tubercolosi, o che comunque raramente colpiscono la popolazione italiana. Il presentarsi, o ripresentarsi, di queste patologie ''atipiche'' coglie impreparati sia i medici, sia le strutture sanitarie che non dispongono degli strumenti adeguati per poterle affrontare''.Accanto a questa mancanza nella risposta sanitaria, ce n'è anche una nella domanda da parte degli immigrati i quali, spesso, non sono a conoscenza dei servizi sanitari cui possono accedere.I servizi messi a disposizione degli immigrati riguardano, ad esempio, la possibilità di ricevere cure gratuite non solo negli ambulatori, ma anche dal medico di medicina generale. Ulteriori problemi però nascono dal fatto che l'assistenza offerta non è uguale su tutto il territorio, ma varia da regione a regione rendendo ancora più difficile l'avvicinamento degli extracomunitari alla sanità italiana.

Servono nuove iniziative
Secondo Cricelli negli ultimi anni la situazione è migliorata, in quanto sono gli immigrati stessi a richiedere maggiori informazioni e a voler sapere dove si possono rivolgere per le cure mediche, inoltre sono nati numerosi uffici che si occupano di informare gli extracomunitari per quanto riguarda l'assistenza sanitaria.Ciò nonostante sono ancora molti gli immigrati che non trovano accesso alle cure mediche e c'è quindi bisogno di nuove iniziative.''Per rendere sempre migliore l'integrazione sanitaria'' dice Cricelli ''ritengo possa essere d'aiuto effettuare dei check-up obbligatori per monitorare lo stato di salute degli immigrati''. Non si tratterebbe di un'operazione autoritaria, ma di una prima presa di contatto per una prima valutazione complessiva. Ma il nodo resta l'informazione: ''E' di fondamentale importanza'' conclude Cricelli ''dare maggiori indicazioni ai cittadini immigrati sul sistema sanitario italiano''.

Ombretta Bandi


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