Esame stabilometrico

04 maggio 2015

Esame stabilometrico



Posture scorrette, movimenti scoordinati, contratture muscolari danneggiano l'andatura e l'equilibrio che ci tramandiamo da generazioni. Quel che è peggio è che queste anomalie poco visibili possono però essere molto dolorose, per chi le subisce senza rendersene conto.
Nella ricerca delle cause nascoste, quando le indagini classiche non riscontrano danni biologici, viene in aiuto l'esame stabilometrico.
Serve a valutare l'equilibrio statico di un soggetto, attraverso una pedana informatizzata che misura le oscillazioni del centro di gravità del corpo umano, di norma circa un centimetro quadrato. Il paziente deve semplicemente stare in piedi e fermo sulla pedana, il computer intanto registra l'ampiezza delle oscillazioni e deduce il dispendio energetico necessario a quel soggetto per mantenere la posizione d'equilibrio.
Cento anni fa, per ottenere queste informazioni, si osservavano i movimenti di una piuma sopra ad un elmo, oggigiorno con i nuovi software si possono ''dividere in due'' i pazienti.
Nel 1985 sono state stabilite delle norme internazionali per la costruzione della pedana stabilometrica e sono stati studiati e fissati dei valori di riferimento nelle due situazioni di base: cioè ad occhi aperti e chiusi. Esistono poi numerosi test complementari, per esempio per gli occhi, per il rachide cervicale e lombosacrale, per l'apparato stomatognatico (bocca e mascella), che servono a valutare l'interferenza di questi distretti sul controllo posturale statico.
Questa metodica, assolutamente non invasiva e di costo relativamente contenuto, aiuta nella diagnosi e nella terapia delle patologie che causano instabilità, indicando con estrema precisione alcuni fattori causali, come ad esempio la non corretta chiusura delle arcate dentali nelle cefalee muscolo tensive e nei mal di schiena. Contribuisce quindi alla diagnosi dei disturbi dell'equilibrio ma anche alla valutazione medico legale, per stabilire l'autenticità di disturbi riferibili a colpi di frusta cervicali o ad altre cause.
La piattaforma, inoltre, si può usare per monitorare l'efficacia e gli eventuali effetti collaterali delle terapie riabilitative e farmacologiche. La pedana stabilometrica, infatti, viene utilizzata per la riabilitazione, con la tecnica del biofeedback posturale, in pazienti emiplegici o affetti da sclerosi a placche o da malattie neurodegenerative.
Il suo impiego non va però limitato a queste gravi patologie: è altrettanto utile per effettuare la rieducazione negli operati di protesi all'anca ed altre patologie osteo-muscolari.
Grazie ai nuovi software è possibile eseguire contemporaneamente l'esame posturometrico che ci dice se distribuiamo correttamente il nostro peso corporeo, dandoci così la possibilità di valutare l'eventuale presenza di problemi ai piedi o alle articolazioni, correggibili conseguentemente tramite plantari, rialzi o altre terapie.

Andrea Bertrand
Medico chirurgo, Odontoiatra

Fonti
American Academy of Neurology 1993
Accademia Francese di Medicina, Professor Cambier
Normes 85



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