Telefonino a fin di cura

02 marzo 2005

Telefonino a fin di cura



Quando si pensa alla telemedicina o comunque alla tecnologia della comunicazione applicata alla diagnosi e alla cura della malattia, si pensa ad apparecchiature sofisticatissime. Uno studio svizzero, invece, mostra che non è necessariamente così. O meglio mostra che ormai anche strumenti di uso comune, come il cellulare dotato di telecamera/macchina fotografica, ha capacità adeguate alla telemedicina. I ricercato si hanno valutato infatti la possibilità di usare questo strumento per l'esame a distanza delle ulcere delle gambe. Si tratta di una patologia molto frequente, dovuta a cause diverse: il diabete, l'insufficienza venosa, problemi arteriosi e altro. Spesso chi soffre di questa lesione è una persona, quindi, che ha malattie croniche, che magari rendono anche difficile il ricorso diretto all'ospedale o all'ambulatorio. Altrettanto spesso sono anche assistite a domicilio da infermiere professionali e terapeuti, ma non sempre con la presenza del medico. In questi casi, per valutare l'andamento della lesione, o per segnalarne la comparsa, il personale di assistenza di solito chiama il medico e descrive che cosa vede e sente.

Un apparecchio molto normale
L'idea dei medici svizzeri è stata valutare se non era possibile usare un normale cellulare per trasmettere al medico (via mms) le immagini dell'ulcera. Si badi che per realizzare il test si sono serviti del primo modello Nokia dotato di telecamera disponibile nel 2002, l'immagine aveva una risoluzione di 480 per 640 pixel, quindi non un elevatissimo dettaglio: oggi si potrebbe senz'altro ottenere di più. Il test è stato condotto mandando al capezzale del paziente un medico dotato del cellulare, che per ciascuna lesione scattava due foto: una più panoramica e una invece ristretta sull'ulcera e sulla cute immediatamente circostante. Le immagini così ottenute venivano poi inviate ad altri due medici. Tutti e tre gli specialisti avevano formazione ed esperienza in materia analoghe.

Il teleconsulto funziona
La valutazione della lesione veniva condotta su un certo numero di parametri che riguardavano l'ulcera (necrosi, presenza di tessuto granuloso, epitelizzazione, presenza di fibrina) e la cute circostante (cianosi, eritema, iperpigmentazione). Ovviamente come pietra di paragone valeva la diagnosi del medico presente in carne e ossa. Sono state così esaminate in totale 61 ulcere. Comunque, i ricercatori hanno chiesto innanzitutto se la qualità delle immagini era adeguata alla diagnosi, e i medici hanno risposto sì nel 79% dei casi, con un 20% di immagini giudicate molto buone. L'accordo tra il giudizio del medico sul posto e quello dei due medici "teleconsultati" era inoltre molto buono, anche se ovviamente alcuni parametri erano più facili di altri da cogliere in fotografia. Ma, complessivamente, il sistema funziona. Due cose poi vanno aggiunte: il telefonino impiegato era uno dei primi e, comunque, anche con questo sistema non si esclude che il medico possa anche avvalersi di quanto riferito a voce dall'operatore sul posto. Insomma, visto che ormai il cellulare costa poche decine di euro videocamera compresa, c'è la possibilità che la telemedicina, almeno in questo settore e nell'assistenza domiciliare integrata, possa partire celermente.

Maurizio Imperiali

Fonti
Braun RP et al. Telemedical wound care using a new generation of mobile telephones: a feasibility study. Arch Dermatol. 2005 Feb;141(2):254-8.

 



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