Un trend in crescita

30 gennaio 2009

Un trend in crescita



Ogni anno nell'Unione Europea l'alcol è responsabile della morte di 195.000 persone per un'ampia gamma di patologie e cause, che vanno dagli incidenti stradali agli altri incidenti, dagli omicidi ai suicidi, dalla cirrosi epatica alle patologie neuropsichiatriche e depressione, fino al cancro (tra cui 11.000 casi di cancro alla mammella). E su 26 fattori di rischio per la salute individuati nell'Unione Europea occupa il terzo posto, secondo solo a tabacco e ipertensione. Basterebbero questi dati a dare un'idea della dimensione del problema. Spesso sottovalutato. Altri numeri contribuiscono ad aggravare il quadro, visto che stando alle ultime statistiche ministeriali il 70% degli italiani non ha idea di come si arrivi al limite di legge previsto per l'idoneità alla guida, mentre il 50% delle donne continua a bere in gravidanza. Dati che rendono evidente la necessità di sensibilizzazione sia dei medici di famiglia sia dei cittadini. A questo scopo il Ministero della Salute ogni anno presenta una relazione in cui fa il punto della situazione. Quella di quest'anno conferma un trend negativo, con un dato epidemiologico nuovo, quello degli anziani.

Giovani, anziani e donne
Nel nostro paese, sottolinea il report ministeriale, si vanno diffondendo nuovi modelli di consumo alcolico che vedono in aumento i consumi fuori pasto, quelli eccessivi e ad alta intensità e gli episodi di ubriachezza. Dati che riguardano i giovani, ma come si diceva anche gli anziani con una crescente partecipazione della popolazione femminile. Questi i numeri più significativi. Per cominciare l'età del primo contatto con le bevande alcoliche è di 12,2 anni, contro i 14,6 della media europea. Un dato su cui riflettere visti i seri danni che l'alcol può provocare sull'organismo dei giovanissimi. I giovani consumatori sarebbero poi in aumento tra i 14-17 anni (+0,8), così come aumentano i consumi fuori pasto quasi del doppio. Sempre tra i giovani, poi, nella fascia di età 11-24 anni aumentano i consumatori di aperitivi alcolici, liquori e superalcolici. Infine nel target giovane aumenta la prevalenza di binge drinkers, ossia bevitori compulsavi. La novità, però, si diceva in apertura, riguarda il target più maturo. Il 5% della popolazione nella fascia d'età 55-64 anni, presenta consumi eccessivi. Una cattiva abitudine che prosegue oltre i 64 anni, visto che il 26% degli ultrasessantacinquenni, quasi tre milioni, beve più della dose consigliata. Il target più maturo, oltretutto, presenta una serie di problematiche ulteriori, visto che l'anziano ha una capacità ridotta di metabolizzazione ed è a maggior rischio di patologie croniche. In più bisogna tenere presenti le pluriterapie cui l'anziano è spesso sottoposto. Un ultimo dato piuttosto rilevante riguarda anche le richieste ai servizi alcologici e quindi le richieste d'aiuto. Anche qui, osservano dal Ministero, i numeri sembrano in crescita. Nel 2006 sono state prese in carico più di 61600 persone, valore in aumento rispetto all'anno precedente, con i servizi a più alta utenza (con oltre 200 soggetti a carico) che rappresentano il 18,5 del totale. Tra le regioni i numeri più alti sono quelli di Lombardia e Veneto. I nuovi utenti sono più giovani degli utenti già in carico o rientranti, con un'utenza femminile mediamente più anziana di quella maschile. I numeri, perciò, ci sono e non rassicurano, ora si aspettano le contromisure.

Marco Malagutti

Fonti
Relazione al Parlamento su alcol e problemi alcolcorrelati
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=217



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