Le funzioni del colesterolo

20 giugno 2008

Le funzioni del colesterolo



Il colesterolo, si sa, è una sostanza grassa ed è per il cuore un nemico giurato, ma non possiamo eliminarlo del tutto. Infatti, se è vero che il colesterolo in eccesso può minacciare seriamente le arterie e il cuore è altrettanto vero che esso svolge importanti funzioni biologiche e che è un componente delle strutture cellulari e dei tessuti umani.
In particolare, si può affermare con certezza che il colesterolo si trova nel nostro corpo in queste sedi (che rappresentano anche le sue funzioni biologiche):
  • è un componente strutturale di tutte le membrane cellulari (sia quella esterna che pone in comunicazione una cellula con un'altra sia quelle che delimitano gli organelli che si trovano all'interno della cellula)
  • è un componente delle guaine mieliniche che avvolgono le cellule del tessuto nervoso
  • è un componente degli acidi biliari prodotti e immagazzinati nel fegato e nella cistifellea che presiedono alla digestione dei cibi grassi
  • è un componente degli ormoni steroidei (cioè gli ormoni sessuali e surrenalici: cortisolo, estrogeni e testosterone)
  • è il precursore della sintesi della vitamina D (che controlla il bilancio del calcio corporeo e il rimaneggiamento delle ossa e dei denti).

E' più che evidente, quindi, che senza il colesterolo non si possa sopravvivere. Tuttavia, sia il colesterolo endogeno (che appartiene all'organismo) sia quello esogeno (che proviene dall'alimentazione) devono, necessariamente, essere metabolizzati e ricambiati a favore di un equilibrio costante, che se non viene rispettato, ne genera un accumulo nel sangue ed un conseguente deposito in sedi diverse e anomale, specie nelle pareti arteriose (da qui la formazione di vere e proprie placche lipidiche dette ateromi che caratterizzano la malattia cronica dei vasi denominata aterosclerosi). E quando le arterie interessate da questo accumulo sono quelle che forniscono proprio il cuore (cioè le coronarie) si può arrivare ad una ostruzione completa del vaso stesso e tutto ciò si può manifestare, ad esempio, con l'infarto cardiaco.

C'è colesterolo e colesterolo
Non tutto il colesterolo che circola nell'organismo è pericoloso, infatti, oggi sappiamo che oltre al livello del colesterolo totale, si devono tenere sotto controllo anche le frazioni del colesterolo LDL e di quello HDL. Per essere precisi, è la frazione LDL che si va a depositare nelle pareti arteriose, quella HDL, al contrario, ha una funzione di "spazzino" e un'elevazione del valore HDL è considerata protettiva nei confronti del rischio cardiovascolare. Per questo si parla di "colesterolo buono" (intendendo la frazione HDL) e "colesterolo cattivo" per la frazione LDL. E non è ancora tutto! Infatti, un elevato livello nel sangue di colesterolo potrebbe essere dovuto, sia a malattie ereditarie e comuni anche nel nostro Paese che sono caratterizzate da anomalie del suo metabolismo (ricambio) sia ad alcune condizioni anche fisiologiche (non necessariamente a malattie) che accentuano il rischio ad ammalarsi, queste condizioni sono denominate: fattori aggiuntivi di rischio cardiaco. Questi fattori sono: l'età, il sesso maschile (quello femminile dopo la menopausa), il diabete mellito, l'obesità, l'ipertensione arteriosa, il fumo e una dieta troppo ricca in grassi saturi e colesterolo. Quindi, se non ci ha già messo mano (o meglio gene!) la genetica, prima o poi ci penseranno i fattori ambientali e socioculturali, nonché le abitudini alimentari scorretTe e la vita automatizzata e sedentaria.

Una lotta ad armi pari
Famigliarità o fattori di rischio aggiuntivi la lotta al colesterolo si vince con costanza e con l'aiuto di poche norme dietetiche quotidiane e, nei casi più sfortunati e ostinati, anche con l'aiuto della moderna farmacologia. A questo proposito, si può anche rammentare che la lotta contro il colesterolo a favore della salute del cuore è cominciata già dagli anni '50 quando alcuni studi di ricerca evidenziarono un dato allora sorprendente e oggi scontato. In pratica, si dimostrava che alcune popolazioni indigene dell'Africa, che seguivano un'alimentazione essenzialmente vegetariana, potevano incorrere in differenti problemi di denutrizione, ma conservavano le arterie e il cuore praticamente intatti e sani. Di qui l'ipotesi, sempre confermata nel tempo, che fossero proprio il colesterolo e i grassi alimentari, i maggiori colpevoli delle malattie cardiovascolari che affliggono, con elevata incidenza, proprio le popolazioni che seguono uno stile di vita occidentale (stile tipico di tutti i paesi industrializzati).

Meglio cominciare subito dalla dieta
Per chi fosse arrivato ai 40 e dintorni in buona forma, la prevenzione del rischio cuore con l'aiuto di poche norme dietetiche, ormai approvate da tutti i programmi di prevenzione nazionali ed internazionali, è più che sufficiente e, tutto sommato, non si tratta di grandi sacrifici.

Eccole in sintesi:

  • contenere il peso corporeo entro valori ragionevoli e secondo età, sesso, attività fisica e lavorativa
  • limitare l'apporto alimentare di grassi saturi (del burro, dei salumi e insaccati, delle frattaglie), di carni grasse e di condimenti di origine animale (ricordando che il livello di assunzione raccomandato di colesterolo al giorno per un soggetto adulto sano è solo di 300mg e 1 bistecca di carne di bovino del peso di 100g ne contiene circa 70-75mg)
  • abituarsi ad utilizzare i condimenti a crudo privilegiando la scelta per l'olio di oliva extravergine
  • limitare il consumo di latte intero e derivati fermentati (formaggi e latticini)
  • aumentare il consumo settimanale di carni di pesce
  • aumentare il consumo quotidiano di ortaggi e verdure freschi e di alimenti contenenti fibre e scorie
  • limitare il consumo delle uova ad 1-2 la settimana
  • contenere l'uso del sale da cucina
  • evitare fritture e cotture elaborate e prolungate a temperature elevate
  • praticare quotidianamente attività fisica (basta anche una sola breve passeggiata al giorno)
  • evitare o eliminare l'abitudine al fumo (specie per quello di sigaretta).

Come si vede, nulla di veramente nuovo, rispetto a ciò che già era noto sotto il nome di dieta mediterranea, in pratica quelle stesse indicazioni che si addicono non solo alla protezione del cuore e dei vasi, ma anche alla prevenzione di alcuni tumori e alla terapia dietetica del diabete. Insomma, un'alimentazione bilanciata che ci aiuta a prolungare la vita e a preservarne la qualità.

Patrizia Maria Gatti



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