Non guarire ma curare

20 giugno 2008

Non guarire ma curare



Il continuo progresso ottenuto dalla medicina, sia in campo diagnostico che terapeutico, ha fatto sì che le condizioni di pazienti destinati a malattie e dolori cronici possano, oggi, non solo veder aumentare la loro aspettativa di vita, ma anche e soprattutto migliorare il proprio stile di vita. Nasce, così, una nuova pratica clinica: "la terapia palliativa", che pone al centro dell'attenzione non più la malattia, ma il malato nella sua globalità (Corli, 1988). E' importante, però, non confondere la possibilità delle palliative di prolungare la vita con la possibilità di aumentare le probabilità di cura. Questo tipo di trattamenti, infatti, nulla possono fare per allontanare la malattia, se non cercare di ridurne i dolori e il disagio psico-fisico. Oggi le cure palliative sono rivolte soprattutto ai pazienti colpiti da cancro; secondo indagini dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ogni anno i nuovi casi di tumore sono circa 5,9 milioni, di cui ben 4,3 milioni giungono alla morte. In tutti questi casi, quindi, il ruolo delle cure palliative diventa di fondamentale importanza. Se, infatti, ad aggredire la malattia provvedono le terapie specifiche (chirurgia e chemioterapia), l'affrontare i problemi come il dolore, la paura e la depressione che colpiscono il paziente, i familiari e gli amici è compito, invece, delle terapie palliative. 

A chi sono rivolte
Le cure palliative si rivolgono, oltre a chi soffre di cancro in fase avanzata, anche a tutta una serie di pazienti con patologie considerate inguaribili. Tra queste, ad esempio, molte malattie croniche che, nonostante non riducano il paziente in "fase terminale", pongono l'ammalato in un profondo stato di sofferenza, facendogli perdere autonomia ed equilibrio psico-fisico. Più in generale, quindi, le palliative possono essere applicate ogni qualvolta le terapie destinate a controllare l'evoluzione della malattia non sono più efficaci e non è più realistico l'obiettivo di prolungare la vita stessa del paziente. E' in questi casi, quindi, che diventa importante migliorare la qualità della vita del paziente e questo si traduce nel controllare il dolore nei suoi diversi aspetti, gestire i disturbi fisici che si accompagnano all'estendersi della malattia e dare un sostegno psicologico al malato e alla famiglia, evitandone l'isolamento e la solitudine. 

L'obiettivo principale
Eliminare il dolore: è questo il principale scopo delle terapie palliative. In ogni malattia o semplice disturbo che sia, infatti, quello che più spaventa è sicuramente la sofferenza, a maggior ragione in chi è costretto a conviverci ogni giorno! Per conoscere il valore del dolore totale (che comprende sia quello cronico sia quello acuto) la terapia palliativa richiede al medico: 
  • di fidarsi del malato e credere in ciò che dice; 
  • di raccogliere un'accurata storia del tipo di dolore del paziente; 
  • di valutare l'intensità del dolore (tramite diverse scale di valutazione o per confronto con altri dolori già provati) e le sue caratteristiche; 
  • di valutare gli indici di qualità della vita (le ore di sonno, l'interferenza con il lavoro o con gli hobby, le influenze sulla vita di coppia, ...); 
  • di indagare sulle terapie effettuate in passato o ancora in atto. 

Il più importante approccio per la cura del dolore (soprattutto se da cancro) è il trattamento farmacologico; se applicato correttamente, infatti, è in grado di controllare la grande maggioranza dei dolori oncologici. L'approccio farmacologico consigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è quello a "tre gradini", esposto qui sotto:

1° gradino: FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei)
+ Farmaci adiuvanti  2° gradino: oppioidi deboli + FANS + Farmaci adiuvanti 3° gradino: oppioidi forti + FANS + Farmaci adiuvanti

Nel primo gradino è previsto l'uso esclusivo dei farmaci antinfiammatori non steroidei, eventualmente associati a farmaci adiuvanti (come gli psicotropi, gli steroidi, gli antidepressivi, gli anticonvulsivanti e gli anestetici locali). 
Se con essi non si ottiene il controllo del dolore si possono associare anche prodotti oppioidi deboli (codeina, ossicodone, buprenorfina) o, nei casi più seri, degli oppioidi forti, come la morfina. Quest'ultima agisce bloccando la trasmissione del dolore, legandosi a recettori specifici localizzati nel sistema nervoso centrale. Vi sono comunque delle possibili alternative alla morfina in caso di inefficacia o di scarsa tollerabilità: metadone, fentanyl e buprenorfina.

Per saperne di più
Il dolore si può evitare
Sito dell'IEO (Istituto Europeo Oncologico di Milano) che mette a disposizione informazioni sul progetto "ospedale senza dolore", per tenere al corrente esperti e pazienti su come è meglio trattare il dolore oncologico, eliminando tutti i pregiudizi e aumentare, così, il benessere di pazienti e familiari. 

Palliative.org
Sito dell'Edmonton Regional Palliative Care Program (RPCP), una comunità creata appositamente per facilitare la comprensione della medicina palliativa e orientare il pubblico sui mezzi a disposizione di chi ha deciso di affidarsi a questa branca medica. 

Fondazione Floriani
Fondata nel 1977 da Virgilio e Loredana Floriani, la Fondazione è un ente privato senza fini di lucro che ha come obiettivo principale la diffusione e l'applicazione delle cure palliative nell'assistenza ai malati incurabili, nell'ultima fase della loro vita. 

Cancer Pain Release
Rivista d'informazione sul dolore da cancro realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli ultimi numeri della rivista sono consultabili senza bisogno di registrazione; per i numeri passati, invece, è necessario andare nella sezione "Feedback" e compilare l'apposito form. 

FEDCP - Federazione Cure Palliative ONLUS
Federazione realizzata "affinché le condizioni di ricovero e cura dei malati terminali cambino nel nostro paese". Attraverso il sito la FEDCP si propone come piattaforma di scambio di opinioni, informazioni e notizie al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e di migliorare la qualità delle cure palliative sul territorio nazionale. 

OICP - Osservatorio Italiano Cure Palliative
Directory costantemente aggiornata sulle Unità di cure palliative operanti nel territorio italiano e sulle organizzazioni non profit attive nel settore. 

Vidas - Volontari italiani domiciliari per l'assistenza ai sofferenti
Servizio di assistenza domiciliare gratuita agli incurabili da cancro, che da ben 19 anni offre esperienza, professionalità e conforto ai malati oncologici in fase terminale. Per maggiori informazioni su come diventare volontari, fare offerte o semplicemente per saperne di più basta visitare la sezione: "contattaci"

Annapaola Medina


Fonti
Società italiana di cure palliative - Sicp

U.O. di Riabilitazione e Terapie Palliative - Istituto Nazionale Tumori, Milano

Corli O. "Che cos'è la medicina palliativa", in Corli O. (ed.) Una medicina per chi muore. Il cammino delle cure palliative in Italia. Città Nuova. Roma. 1988.

Fisiopatologia e terapia del dolore - F. De Conno, C. Martini, E. Zecca, Editore Masson, Milano 1996.




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