Svantaggiate le donne

20 giugno 2008

Svantaggiate le donne



Secondo le revisioni dei molti studi condotti in tutto il mondo, la sclerosi multipla è la principale causa d'invalidità di origine neurologica tra gli adulti. Sempre secondo le medie, la prevalenza, cioè il numero di malati presenti in una popolazione, è di circa 1 su 1000. L'incidenza, invece, è stimata in circa 3 (2,5-3,5) nuovi casi l'anno ogni 100.000 abitanti. Malgrado l'incidenza non sia altissima, il numero dei pazienti è destinato ad aumentare, soprattutto perché aumenta l'aspettativa di vita delle persone colpite da sclerosi multipla, per merito sia dei trattamenti farmacologici sia del fatto che si è cominciato ad assistere in misura più confacente questi pazienti. 

Una malattia che rifugge il caldo
La difficoltà di dare stime complessive discende però anche da un altro aspetto rilevato abbastanza recentemente: la frequenza della sclerosi multipla aumenta via via che ci si allontana dall'equatore, sia verso sud sia verso nord, come dire che in Svezia o nella Patagonia è lecito aspettarsi un numero di casi superiore rispetto per esempio alla Sicilia. Ancora però non si è compreso come giustificare questo dato rispetto alle probabili cause della malattia, sia quella genetica sia quella virale.
Non sono solo queste, però, le caratteristiche epidemiologiche della malattia: va notato, infatti, che essa colpisce le donne in misura doppia rispetto agli uomini e che, sempre nel sesso femminile, l'età di esordio della malattia è inferiore. Di fatto, comunque, il numero maggiore di casi si concentra nelle fasce di età produttive (30-50 anni) e l'esordio si localizza attorno ai 20-30 anni. Si tratta dell'età nelle quali sia l'uomo sia la donna sarebbero chiamati al maggiore impegno sociale e lavorativo e, nel caso della donna, anche all'impegno nella cura dei figli. 
Quanto all'Italia, alcuni dati recenti (allineati alle stime riportate prima) sono stati forniti dall'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) in occasione della terza edizione della Settimana Nazionale della sclerosi multipla (18-26 maggio 2002). All'anno scorso, la prevalenza in Italia sarebbe pari a 50.000 persone (quindi un po' meno di 1 su 1000), con un'incidenza di 1.800 casi l'anno (quindi poco meno di 3 casi per 100.000). Il dato conferma anche un recente studio che ha analizzato la mortalità per la malattia nel periodo 1974-1993, che tra l'altro avvalora l'ipotesi dell'effetto latitudine anche per l'Italia.

Qualche indicazione per la prognosi
E' stato altresì possibile individuare, almeno a grandi linee, quali fattori possano far pensare a una più facile progressione della malattia verso gli stadi più gravi. Il rapido peggioramento, infatti, si verifica soprattutto nei pazienti maschi, in chi già all'esordio presenta disturbi nella capacità di muoversi. Anche l'andamento delle ricadute e delle fasi di remissione è indicativo: quando un paziente non si riprende completamente tra una crisi e l'altra e, inoltre, ha crisi a intervalli ravvicinati è molto più probabile un'evoluzione infausta.
Per rendere l'idea di che cosa significhi assicurare un'assistenza adeguata ai malati, si può cominciare ricordando che il 50% non è più in grado di camminare autonomamente dopo 10 anni di malattia. Inoltre tutti i sintomi più diffusi sono altamente invalidanti. Per esempio la spossatezza è presente nell'89% dei casi, i deficit sensori nell'87%, l'atassia (incapacità di coordinare il movimento) nell'82%, i disturbi della vescica (soprattutto l'incontinenza urinaria) nel 71%. 
Secondo statistiche britanniche, il 15,4% dei pazienti non è in condizione di lavorare, poco meno del 18% ha bisogno dell'assistenza di terzi per almeno 3 ore al giorno e, soprattutto, più del 67 per cento non ha una vita sociale (contatti con gli altri, attività ricreative eccetera) a meno che non ci siano terzi ad aiutarlo.
Non meraviglia dunque che questa malattia abbia un alto impatto economico: sempre in base ai dati forniti dall'AISM ogni anno il malato richiede cure e assistenza per 25.000 euro. 

Maurizio Lucchinelli


Fonti 
Richards RG et al. A review of the natural history and epidemiology of multiple sclerosis: implication for resource allocation and health economic models. Health Technology Assessment 2002; Vol 6; No. 10

Polman C H, Uitdehaag B M J. Drug treatment of multiple sclerosis. BMJ 2000; 321: 490-494 

Rosati G. The prevalence of multiple sclerosis in the world: an update. Neurol Sci 2001 Apr;22(2):117-39

Tassinari T, Parodi S, Badino R, Vercelli M. Mortality trend for multiple sclerosis in Italy (1974-1993). Eur J Epidemiol 2001;17(2):105-10


 



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