Dicerie sull'anemia

20 giugno 2008

Dicerie sull'anemia



Rimedi della nonna, false credenze o leggende metropolitane: comunque le si chiami, esistono ancora oggi antichi metodi utilizzati per prevenire o combattere le anemie che, in realtà, non apportano i benefici promessi dai vari "passaparola". E' bene, quindi, confermare o smentire una volta per tutte le seguenti dicerie:

Gli spinaci sono fondamentali nell'alimentazione degli anemici
Falso: su cento grammi di spinaci, vi sono circa 3 mg di ferro. Di questi, solo una quantità che va dal 2 al 13 per cento viene trattenuta dal corpo umano. Se, invece, mangiamo una bistecca assumiamo circa il 25 per cento del ferro in essa contenuto. Non sono certo gli spinaci, quindi, la fonte più adatta di questo minerale!

Chi non mangia carne, non rischia l'anemia se integra la dieta con cibi integrali e altamente proteici
Falso: anche i vegetariani più attenti all'assunzione di proteine di origine vegetale rischiano gravi deficit di ferro e uno stato di anemia. A confermarlo sono i risultati di numerosi studi che, di recente, hanno ridimensionato il mito del salutismo vegetariano. I nascituri di donne vegetariane strette, infatti, rischiano un grave stato di anemia, caratterizzato da una ridotta quantità di emoglobina nel sangue. L'ossigeno di conseguenza è male utilizzato, con minore produzione di energia e problemi per la crescita e per lo sviluppo del cervello. Altro risultato emerso dalle ricerche è che i vegetali contengono quasi sempre degli "antinutrienti", cioè sostanze in grado di ostacolare l'assorbimento di sali minerali e vitamine, e di inibire l'azione degli enzimi digestivi.

Se non si allatta al seno, il neonato non rischia comunque problemi ematici
Falso: è invece indispensabile che le madri allattino al seno i propri figli il più a lungo possibile e che non sostituiscano in nessun caso il proprio latte con quello vaccino. Quest'ultimo nei bambini tende a ridurre l'assorbimento e l'assimilazione del ferro, effetto che si verifica anche con il latte vaccino arricchito.

Poco ferro, più stanchezza
Vero: una volta esaurite le riserve di ferro la sintesi dell'emoglobina viene inibita e si notano i classici sintomi dell'anemia: stanchezza, mancanza di resistenza fisica, insonnia perdita di appetito, mal di testa e pallore. Vista l'importanza del ferro anche per il sistema immunitario, l'anemico e' anche meno resistente alle infezioni e, secondo alcuni studi dedicati alle forme più gravi e cronache di anemia, ha una minore capacita' di apprendimento.

Il ferro si trova solo nella carne
Falso: l'idea che la carne sia l'unico cibo contenente ferro è senza dubbio uno dei miti da sfatare. Gli unici cibi che non contengono ferro in assoluto sono il latte (e i prodotti da esso derivati), lo zucchero, i grassi e i cibi di produzione industriale. Tra gli altri, gli alimenti ricchi di ferro sono: il fegato di maiale (41,0 mg/100 grammi); il lievito di birra (17,5 mg/100 grammi); la farina di soia (10,0 mg/100 grammi); il prezzemolo (8,0 mg/100 grammi); i pistacchi (7,3 mg/100 grammi) e le lenticchie (6,9 mg/100 grammi).

Annapaola Medina





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