09/07/04  - Antidepressivo parte 1 - Mente e cervello

09 luglio 2004

Antidepressivo parte 1





Domanda del 09 luglio 2004

Domanda: Antidepressivo parte 1


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 09 luglio 2004.

Riporto la domanda in due parti per motivi di lunghezza: Il mio fidanzato soffre da alcuni anni di attacchi di vertigini, sudorazione e altri sintomi che hanno fatto pensare dal primo momento ad attacchi di panico. La diagnosi del medico ha confermato questa teoria. Purtroppo questi attacchi si sono intensificati drammaticamente negli ultimi cinque mesi, in corrispondenza all'aumento dello stress scolastico, rappresentato dal dover affrontare una serie di esami che erano stati di volta in volta rimandati nel corso degli ultimi anni. L'umore del mio fidanzato è progressivamente peggiorato sino ad arrivare alla convinzione di essere depresso e che proprio questa depressione fosse la causa della sua incapacità di affrontare gli esami, e in ultima analisi anche la causa delle vertigini o più genericamente degli attacchi di panico. Mi sono informata sull'argomento e ho scoperto che in reltà una condizione di depressione secondaria è frequente in soggetti che presentano crisi di panico e pur tuttavia non la si deve confondere con una depressione primaria. Ahimè ho constatato con rammarico (e con una buona dose di leggerezza e ingenuità), che il mio fidanzato si aggrappava di giorno in giorno sempre più all'idea che solo un antidepressivo potesse ristabilire una condizione atta a permettergli di affrontare la vita con serenità. Le cose sono precipitate quando il padre del ragazzo, che è medico (seppur non in ambito psichiatrico), ha deciso di parlare con un collega di questo problema; è stato prescritto un antidepressivo (da quanto ricordo un SSRI, con verosimiglianza paroxetina, ma non ne sono sicura anche perchè il mio fidanzato non è italiano e il farmaco è stato prescritto all'estero dove i farmaci hanno nomi commerciali diversi) con lo scopo però di curare le crisi di panico, non la depressione, anche se il mio fidanzato in realtà era 'ben contento' che la terapia fosse affrontata con un antidepressivo. Voglio solo riportare che il farmaco è stato prescritto senza una visita del paziente, non riporto altro a tal riguardo perchè la mia domanda, come da regolamento, non ha assolutamente lo scopo di mettere in dubbio l'operato del personale sanitario. La terapia prevede l'assunzione del farmaco per due mesi, quindi una pausa di due mesi, e eventuali riprese in caso di ricadute. Il mio fidanzato ha cominciato a prendere la medicina esattamente un mese fa. A partire dal secondo giorno ha cominciato ad accusare forti sbalzi di umore, a tal punto da affermare di non riuscire a sopportare la presenza di altre persone nei momenti di 'crisi' e addirittura da esprimere il desiderio di recarsi direttamente da uno psichiatra per un consulto se gli effetti fossero continuati. A ciò si sono accompagnati sintomi come forte nausea e impotenza. A circa una settimana dall'assunzione del farmaco affermava di star meglio, nonostante io percepissi una progressiva tendenza a essere freddo e discostante. A due settimane dall'inizio della terapia mi ha comunicato la sua irrevocabile quanto non motivata decisione di lasciarmi, di voler star solo, di non vedere alcun futuro con me al suo fianco. Vorrei sottolineare che la nostra relazione era salda e non stavamo attraversando un momento di crisi, al contrario.
La domanda è in attesa di risposta.
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