07/09/03  - Approccio psicoterapico - Mente e cervello

07 settembre 2003

Approccio psicoterapico





Domanda del 07 settembre 2003

Domanda: Approccio psicoterapico


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 07 settembre 2003.

Egregio Dottore,
dall'età adolescenziale (avevo 17 anni) soffro di disturbi 'caratteriali' e di sindrome ansio-depressiva (ora ho 34 anni).
I farmaci assunti (prima triciclici e adesso SSRI) mi hanno permesso di superare i momenti più difficili, ed hanno contribuito ad attenuare sia la Depressione che le mie paure, permettendomi tra l'altro di laurearmi in ingegneria.
Tuttavia non hanno eliminato il cuore del problema: eccesso di introversione (e quindi timidezza), che mi impedisce di avere rapporti interpersonali ed affettivi normali.
Il dato di fatto è un livello di 'introversione' tale da portarmi da un lato a non essere un tipo socievole, ma più ancora ad evitare rapporti intimi.
Ho costruito una sorta di muro tra me e gli altri, che si è concretizzato anche nel rifiuto di guardarli negli occhi (il farlo mi costa fatica; tale disagio era ancora più accentuato e drammatico una quindicina di anni or sono).
Questa situazione vale anche con i miei famigliari naturali (genitori, sorelle etc., con cui non avevo alcun tipo di problema prima dei miei 17 anni).
E la stessa situazione (i cui sintomi si accentuano tra l'altro in condizioni di stress) mi impedisce di creare nuovi rapporti intimi, in particolare con le donne (delle quali sento, per altri versi, la necessità).
Ecco, le sarei molto grato se fosse in grado di suggerirmi l'approccio psicoterapico più efficace per superare le fobie (ammesso che quella di cui soffro sia la 'fobia dello sguardo altrui').
E, se possibile, anche il nominativo di qualche psicoterapeuta di Milano (oppure della provincia di Varese).
Ringraziandola per la sua preziosa attenzione, le porgo i miei più cordiali saluti
Risposta del 10 settembre 2003

Risposta di MAURO MILARDI


Forse potrebbe non trattarsi di fobie, ma piuttosto di una scarsa fiducia nelle proprie capacità. In ogni caso ritengo che l'approccio più adeguato sia quello cognitivo comportamentale. Per i nominativi può consultare il sito dell' IPSICO e dell'AIAMC.

Dott. MAURO MILARDI
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata


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