22/02/08  - Calcoli biliari - Stomaco e intestino

22 febbraio 2008

Calcoli biliari




Domanda del 22 febbraio 2008

Domanda


Gent.mo Dottore, ho 32 anni, mi sono stati riscontrati, da esame ecografico, calcoli alla cistifellea, numerosissimi e minuscoli. Da qualche mese soffro di coliche intense e dolorose durante la notte, gli esami del sangue sono tutti nella norma. Mi è stato consigliato l'intervento chirurgico. Mi sono documentata attraverso internet, per capire più a fondo il mio caso, e ho trovato un sito che demanda al protocollo della Dott.ssa Hulda Clark. Nello specifico ho concentrato l'attenzione sul capitolo inerente la pulizia del fegato, che a suo avviso dovrebbe eliminare spontaneamente attraverso l'espulsione dall'intestino, i calcoli biliari. I prodotti elencati da impiegarsi sono: Sali di Epsom Ornitina, Olio Ozonizzato, Tintura di mallo di noce nera, HCL e ingredienti naturali (pompelmo rosa). I Sali di Epsom consentirebbero la dilatazione di dotti biliari per il passaggio dei calcoli, mentre l’Ornitina giocherebbe fattore fondamentale per il riposo notturno durante l’espulsione degli stessi. Dopo aver chiesto consulto a numerosi dottori in farmaceutica, alquanto disinformati sui prodotti richiesti, ho optato per chiedere il parere di uno dei medici italiani che utilizzano il metodo Clark. Il quale mi ha suggerito di non tentare a livello "casalingo" la cura, ma di seguire prima esami specifichi; in questo caso mi ha consigliato di effettuare un test della saliva e con i risultati alla mano mi avrebbe fornito dosi e indicazioni per effettuare una corretta pulizia del fegato. Ciò che mi rende perplessa non è tanto l'efficacia, anche perché lo vivo come un puro tentativo, sono però attanagliata dalla paura che questo tipo di terapia possa scatenare una colica acuta, o ancor peggio che alcuni calcoli possano incunearsi nel coledoco e procurarmi infiammazione o pancreatite. Sempre documentandomi, sono venuta a conoscenza dei pareri discordanti nei confronti della Clark, fra questi vi è anche il dubbio che l'industria farmaceutica certificando questo tipo di terapia e approvandola, possa avere dei seri danni economici, non dolo per questo tipo di terapia ma anche per altri ritrovati scientifici che a detta della Clark sono determinanti nella cura di patologie più complesse quali: il cancro e le forme tumorali. Inoltre la domanda che spesso mi pongo è: "Per quale motivo i medici, nella maggioranza dei casi, si attengono ai protocolli scientifici approvati e non valutano il beneficio del dubbio prendendo in esame anche la sperimentazione?". Le sarei davvero grata se potesse fornirmi qualche indicazione o parere in merito. Sabrina
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