21/11/04  - Colica da calcolo biliare - Stomaco e intestino

21 novembre 2004

Colica da calcolo biliare




Domanda del 21 novembre 2004

Domanda


sono una ragazza di 28 anni,improvvisamente ho avuto fortissimi dolori e bruciori allo stomaco che mi hanno portata ad un ricovero in ospedale dove mi è stato diagnosticato un calcolo di 4mm alla colecisti,mi hanno dimessa con una terapia farmacologica di Litursol per 3 mesi ma le mie recidivanti e persistenti coliche biliari con litiasi biliare mi hanno riportata d'urgenza in ospedale dove tramite flebo di ranidil plasil e buscopan la colica si attenua.Per altro mi è stata fatta una fl di Noan a causa di formicolii alle mani che me le paralizzavano.La mia domanda è devo operarmi o c'è un'altra soluzione per non soffrire più così tanto da impedirmi di lavorare,studiare uscire ecc....dato che se interrompo gli antidolorifici mi ricominciano le coliche?La prego mi risponda appena può.La ringrazio in anticipo.
Risposta del 24 novembre 2004

Risposta di ANTONIO IANNETTI


Deve assolutamente operarsi, possibilmente con tecnica mini-invasiva. Se aspetta troppo, tale tecnica non sarà più possibile e rischia anche complicazioni.

Prof. Antonio Iannetti
Universitario
ROMA (RM)



Il profilo di ANTONIO IANNETTI
Risposta del 25 novembre 2004

Risposta di GENNARO TADDEI


Lei non sembra soffrire di coliche biliari vere e proprie, ma piuttosto di una Dispepsia . Se gli esami di laboratorio non dimostrano la presenza di una alterazione a carico dei parametri del fegato e delle vie biliari (AST, ALT, gamma GT e fosfatasi alcalina) al momento delle crisi è poco probabile che Lei presenti delle migrazioni di microcalcoli. Il Litursol è una buona cura se i calcoli sono radiotrasparenti (cioè se non si vedono alla Radiografia). Infine dovrebbe farsi visitare da un gastroenterologo e se lo ritiene utile farsi operare di colecistectomia per via laparoscopica (non si vedono cicatrici). Se pero le crisi non sono dovute alla migrazione di calcoli biliari allora lei risentira gli stessi dolori. Dunque è necessaria una valutazione attenta della sua sintomatologia.


Dott. gennaro taddei
Universitario




Il profilo di GENNARO TADDEI
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