12/09/04  - Depressione - Mente e cervello

12 settembre 2004

Depressione





Domanda del 12 settembre 2004

Domanda: Depressione


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 12 settembre 2004.

Buongiorno, mi chiamo Monica, ho 29 anni e sto passando un periodo molto difficile. Non so bene quando sia cominciato, ma ora il rientro al lavoro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi sono dovuta mettere sotto mutua una settimana. Il problema è che non sono felice della mia vita, il lavoro che faccio non mi piace per niente ed è stressante: sono sei mesi che lavoro come segretaria presso uno studio legale associato e proprio non riesco ad abituarmi. La mia collega è una che non ha voglia di fare niente e così mi ritrovo sempre tutti i fascicoli sulla mia scrivania, li sposto sulla sua e lei, nella pausa, li rimette sulla mia. Così alla fine ci ho rinunciato e faccio tutto io senza fermarmi mai un attimo: lei si prende tremila caffè, mangia la frutta, va in bagno, esce a fare le commissioni e io scrivo tutto il giorno al pc, rispondo al telefono e alle richieste esasperanti del "capo". Oltre alla collega così, ho anche il problema del capo che è aggressivo, mi mette a disagio e sottolinea sempre gli errori che faccio facendomi sentire proprio male. I primi tempi ero così nervosa e mi sentivo sempre sotto esame, tanto che prendevo il Frontal (dietro prescrizione di un neurologo). Ora le ho smesse ma sto così male: quando sono in ufficio mi viene da piangere e quando esco da lì il poco tempo libero che ho (il mio orario è dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 16 alle 19.30, dalle 16.30 alle 19.30 quando faccio dalle 9 alle 12 un sabato sì e un sabto no) non riesco a trascorrerlo piacevolmente perchè continuo a pensare che verrà subito mattina e sarà un'altra giornata da passare chiusa lì dentro a stressarmi. A complicare il tutto c'è il fatto che il lavoro non mi piace, non mi soddisfa scrivere al pc e fare la schiavetta: prima lavoravo coi bambini, per un po' ho insegnato ma poi non ho vinto il concorso e la scuola mi ha lasciato a piedi; allora ho fatto la baby sitter e quanta gioia sentivo nel cuore vedendo i sorrisi dei bimbi e sentendo il loro affetto. Ma purtroppo è un lavoro temporaneo che non assicura un futuro e non permette di fare progetti, tipo un mutuo: il mio fidanzato ed io vorremmo comprare una casa e sposarci ma senza il mio lavoro non si può. E questo peggiora la situazione perchè mi sento responsabile del nostro futuro: prima perchè non aveno un lavoro, adesso perchè ce l'ho ma sto così male che lo lascerei. Sono anche iscritta all'università e vorrei laurearmi ma come faccio? Dovrei studiare alla sera o nella pausa ma il lavoro mi snerva così tanto, sono così concentrata per paura di sbagliare una lettera o un atto che me li sogno di notte e quando provo a studiare la testa mi esplode. Domani ho appuntamento con uno psicoterapeuta, non riesco più a convivere con questo male dentro: di notte non dormo nonostante il rilassante naturale, mi sveglio con gli attacchi di panico e ho di nuovo paura di stare male (emetofobia). Ho tanto bisogno di aiuto.
Risposta del 20 settembre 2004

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Cara Monica, ci auguriamo che la strada che sta intraprendendo la porti a capire cosa davvero vuole avere nella vita. Mi creda, essere se stessi e seguire la propria strada è l'unica cosa che conti.
Quanto allo star male pur di avere una sicurezza ... ma davvero lei ancora crede, su questo pianeta, che vi sia qualcosa di sicuro? :-)
Un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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