15/06/08  - Dopressione ansia e cure - Mente e cervello

15 giugno 2008

Dopressione ansia e cure





Domanda del 15 giugno 2008

Domanda: Dopressione ansia e cure


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 15 giugno 2008.

Buongiorno, ho 36 anni e seguo una cura di psicoterapia cognitivo comportamentale da circa 3 anni. Dopo la morte dei miei genitori avvenuta 6 e 3 anni fa e nel frattempo la nascita di mia figlia che ora ha 5 anni e mezzo, mi è venuta una forte depressione con attacchi di panico, non potevo più uscire di casa per fare la spesa o portare la bambina a scuola. Forte ansia, stanchezza fisica e mentale mi hanno portato ad isolarmi. la paura di uscire e stare male mi bloccava. Sono preoccupata per mia figlia, se non riesco a uscire da tutto questo, cosa ne sarà di lei? non riesco ad avere una vita sociale tranquilla neanche pensando a lei e al suo bisogno di stare con altri bambini. A volte sembre che tutto diventi chiaro nella mia mente e che possa tornare alla mia vita di prima (lavoro e amici) poi di nuovo si copre tutto di nuovoloni neri e torno nella depressione senza vederne l'uscita. Una cura farmacologica può essermi utile senza creare dipendenza? dopo un'assunzione continuata nel tempo diventano meno efficaci? può bastare solo un ciclo di terapia? sono più indicati rimedi naturali? potrò avere altri figli assumendo farmaci? ora il solo pensiero di un'altro fliglio mi provoca ansia e fatica ma mi piacerebbe molto averlo. inutile aggiungere che ho il terrore delle malattie! Grazie molte. buon lavoro.
Risposta del 18 giugno 2008

Risposta di MARIA ADELAIDE BALDO


Non ho elementi per dire se una cura farmacologica potrebbe essere più adatta. Come non ho elementi per capire se sia adatta a lei una psicoterapia cognitivo comportamentale. Certamente in queste manifestazioni cliniche vi è una buona parte di "somatico" e i farmaci aiutano a riequilibrare i meccanismi biochimici che sostengono la sintomatologia. Bisognerebbe anche capire quanto grande sia una conflittualità inconscia: in tal caso sarebbe più indicata una psicoterapia che vada a riorganizzare l'affettività profonda. Ho la sensazione che lei abbia soprattutto bisogno di riorganizzare i sentimenti relativi al lutto: forse si è sentita improvvisamente sola, senza appoggio, e i sintomi esprimono la sua paura di doversi "ripensare" all'interno di nuove responsabilità.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)



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