06/06/03  - Emotività - Mente e cervello

06 giugno 2003

Emotività





Domanda del 06 giugno 2003

Domanda: Emotività


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 06 giugno 2003.

Sono un ragazzo di quasi 26 anni e ho un problema di emotività da quando ne avevo circa 12 e mezzo in seguito a un trauma fisico subito ai genitali. Quando ero più piccolo, anche il giorno prima di subire quel trauma, ero una persona sicurissima di sè, non avevo paura di niente e avevo un ottimo rapporto con tutti, compreso l' altro sesso con cui avevo già avuto "incontri" teneri: bacetti , carezze, abbracci. Da quel giorno sono cambiato e solo adesso sto tornando, gradualmente, a quello che ero prima, a quello che ho sempre voluto essere, a quello che forse sono sempre stato. é mai possibile che il comportamento di una persona sia così Influenza to dalla anatomia dei propri genitali? é mai possibile che la sofferenza per un problema fisico ti trasformi in un insicuro incapace di salutare la ragazza di cui sei innamorato? Sono stato un povero matto o quello che mi è successo sarebbe successo a tutti? Cosa succede nella mente di un uomo quando non si sente più completamente uomo?
Quel ciclista americano campione del tour de france che ha subito l' asportazione di un testicolo o dei testicoli come ha fatto ad avere il coraggio di dirlo in giro, di sposarsi, di fare quello che ha fatto? é lui un fenomeno o sono io che sono stato e forse sono ancora un po' "fissato"? Come si può superare la propria diversità ed essere finalmente se stessi, liberi da certe costrizioni, non più schiavi del proprio corpo (che forse è solo un agglomerato di cellule)? Grazie molte.
Risposta del 09 giugno 2003

Risposta di MAURO MILARDI


Non credo che la sua situazione sia "strana", anche se non conosco i dettagli. In generale oltre al nostro aspetto fisico, come dire, "oggettivo", esiste ciò che noi percepiamo di noi stessi. Ha molta importanza quindi come ci sentiamo e vediamo noi, ancor più di quanto gli altri ci vedono. Questo sentirsi e vedersi è in relazione a molti aspetti (la stima che abbiamo di noi, ecc.). Se poi parliamo non in generale del corpo, ma di qualcosa che è specifico della nostra sessualità questi aspetti possono essere ancora più delicati. Se non ci accettiamo prima noi stessi, avendo fiducia in noi stessi, non possiamo affrontare con sufficienza sicurezza il restante del mondo. E' necessario quindi riscoprire il nostro essere "corporeo" in questo caso ed accettarlo come premessa ad ulteriori passi. Nello specifico, preso atto di quanto avvenuto traumaticamente, cosa può ancora significare nella relazione con gli altri, con una ragazza, con la propria donna ?

Dott. MAURO MILARDI
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata



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