15/03/11  - Epicondolite e dolore miofasciale - Scheletro e Articolazioni

15 marzo 2011

Epicondolite e dolore miofasciale





Domanda del 15 marzo 2011

Domanda: Epicondolite e dolore miofasciale


Domanda di Scheletro e Articolazioni, inviata in data 15 marzo 2011.

Ho 31 anni e da circa quattordici pratico regolarmente - con grande passione, disciplina e buonsenso - il natural body building che mi ha consentito di raggiungere degli ottimi livelli di salute psicofisica. Purtroppo, da circa quattro mesi, sono affetto da una epicondilite al gomito destro che è stata sinora trattata con scarso successo con crioterapia, mesoterapia omeopatica, laser, ultrasuoni ed onde d'urto: preciso solo che il riposo totale - finora osservato per tre cicli da quindici giorni l'uno in concomitanza con le sedute terapiche e che sto peraltro rispettando da ulteriori dieci giorni nei quali ho già effettuato due sedute di onde d'urto - non mi dà alcun giovamento: consideri che in questi dieci giorni mi sta anzi cominciando analogo problema al gomito sinistro senza che abbia toccato un peso!
Non avendo avuto positivi riscontri dai suoi colleghi che mi hanno trattato peraltro con estrema superficialità come spesso accade per mero pregiudizio a noi praticanti di questo sport, mi sono documentato da solo e palpato, notando effettivamente così che - in prossimità dell'inserzione del muscolo radiale corto - ho delle zone molto contratte e dolenti ("trigger points") che, se premute in profondità, attivano il dolore a livello dell'epicondilo ("zona bersaglio"): dopo una serie di pressioni, effettuate eventualmente con una pallina da tennis appoggiato al muro - come suggerito da Carl Davis ("deep stroking massage") - il dolore recede salvo poi ovviamente ricomparire in seguito. Aggiungo che il mio dolore è intermittente durante la giornata, non lancinante e spesso acuito dal riposo notturno: al risveglio ho gli avambracci molto contratti e questo mi sembra compatibile con il giovamento che invece traggo dall'esercizio fisico, paradossalmente.
Ciò premesso, sono a chiederLe quale percorso terapeutico mi consiglia a questo punto e, in particolare, se la disattivazione anestetica di questi "trigger points" può essere utile al mio caso.
Grazie.
La domanda è in attesa di risposta.
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