03/12/04  - Esposizione ad amianto - Malattie infettive

03 dicembre 2004

Esposizione ad amianto





Domanda del 03 dicembre 2004

Domanda: Esposizione ad amianto


Domanda di Malattie infettive, inviata in data 03 dicembre 2004.

Sono un ragazzo di 24 anni. Da tempo sapevo della dannosità dell'amianto, ma solo in questi ultimi giorni ho acquisito una certa cultura sui vari manufatti e sulla conseguente pericolosità. Tutto ciò è scaturito da uno stato di disagio che sto vivendo proprio in questo periodo, dovuto al fatto che mi trovo da 5 anni in un pensionato a Pisa in cui è presente un grande capannone in eternit di vecchia data proprio sotto la mia finestra, nel quale attualmente stanno eseguendo dei lavori all'interno in quanto il direttore ha deciso di ricavarci nuove camere (!!!). La preoccupazione è che con i continui martellamenti che ci stanno all'interno, l'eternit sia sollecitato a liberare una maggiore quantità di fibre all'esterno. Inoltre ho scoperto che il pavimento del corridoio in cui risiede la mia camera è realizzato molto probabilmente in vinil-amianto e presenta delle crepe visibili e in lavanderia risiedono da tempo vecchi assi da stiro con il rivestimento danneggiato. Tutte queste cose hanno incrementato ulteriormente la mia preoccupazione. Mi trovo in una situazione particolarmente pesante perché sono circondato da persone altamente ignoranti in merito (sia studenti che dirigenti) e che probabilmente non accoglierebbero le mie richieste di risanamento dell'ambiente. Dal mio canto non trovo possibilità alternative di alloggio poiché in questo periodo è particolarmente difficile trovare a Pisa un appartamento anche in agenzia. A questo punto vorrei chiedervi dei pareri: innanzitutto sul mio stato di salute e su come un giorno potrò monitorare i miei polmoni prima dell'irreparabile; poi volevo chiedervi se reputate giusto che io mi rivolga direttamente ad un ente come l'asl o l'arpat per richiedere un'ispezione dell'edificio al fine di rilevare le effettive fonti di amianto, grazie.
Risposta del 08 dicembre 2004

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


In attesa che il collega di medicina del lavoro si faccia vivo, io una capatina all'asl la farei.
Saluti.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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