12/07/02  - Fobia  sociale - Mente e cervello

12 luglio 2002

Fobia sociale





Domanda del 12 luglio 2002

Domanda: Fobia sociale


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 12 luglio 2002.

Preg. Professore, Innaniztutto complimenti e un sentito ringraziamento per il sito. Ho 37 anni, di professione docente. Il mio problema: fobia sociale, associata ad un pò d'ansia di fondo. Ho un vero blocco a conversare con persone estranee, difficoltà a partecipare a consessi sociali anche di svago, timore del giudizio degli altri, timore di essere rifiutato e infinite altri seri inconvenienti. Trovo giovamento con benzodiazepine, ma, come lei sa ho dovuto negli anni elevare il dosaggio e le devo prendere poi sistematicamente in concomitanza con qualsiasi impegno pubblico (a casa no). Mi danno però una leggera perdita reversibilie della memoria e per una persona necessariamente dedita agli studi come me è un problema non da poco. Faccio colloqui da 9 mesi da uno psichiatra- psicoterapeuta (che non mi dà farmaci di appoggio) ma NON NE HO CAVATO UN RAGNO DAL BUCO!! Forse non è ancora un tempo sufficiente ma mi creda è davvero difficile aspettare senza un miglioramento, anche se da parte mia ci metto tutta la più buona volontà. Ho provato (per conto mio) paroxetina ma non ha grande effetto. Ci sono altri farmaci simili?? Ho letto sul vostro sito del farmaco escitalopram. E' in commercio ed è efficace?La ringrazio se vorrà consigliarmi qualcosa perchè è una patologia davvero molto, molto, ma molto limitante e davvero non resisto quasi più. Un sentitissimo ringraziamento, di cuore.
Risposta del 13 luglio 2002

Risposta di MAURO MILARDI


Per i problemi che lei segnala teniamo presente una considerazione centrale: l'intervento farmacologico ha solo una funzione di "supporto" e "tamponamento". Un po' come un salvagente. Prevalentemente, per questo uso, sono utilizzate delle benzodiazepine, anche se possono, da alcuni medici, essere consgliate piccole dosi di beta bloccanti o di antidepressivi con azione sulla ricaptazione della serotonina.
La vera azione terapeutica è però quella psicoterapeutica, poich‚ il disagio sorge dai nostri modelli psicologici di risposta alle situazioni ansiogene ed, attualmente, non esistono farmaci capaci di "migliorare" il nostro modo di pensare.
Un programma psicoterapeutico secondo il paradigma cognitivo comportamentale e/o con EMDR le permetterà di risolvere entro alcuni mesi il suo disagio.

Dott. MAURO MILARDI
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata



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