20/10/04  - Ictus - Cuore circolazione e malattie del sangue

20 ottobre 2004

Ictus




Domanda del 20 ottobre 2004

Domanda


Buongiorno, la mia nonna ottantaduenne il 28-9 è stata colpita da un ictus ischemico ed emorragico ed è stata ricoverata in medicina per 16 giorni senza nessuna cura mirata oltre che la somministrazione di aspirina. Il diciassettesimo giorno di ricovero è stata trasferita nel reparto di riabilitazione funzionale dove è rimasta poche ore perchè il medico di turno,insospettito dell'eccessivo gonfiore della gamba colpita (era da una settimana che si notava questo gonfiore!!!!), le ha prescritto delle analisi urgentissime che le hanno diagnosticato una flebite trombotica con inizio di embolia polmonare. Per fortuna è stata portata subito in rianimazione dove le è stata fatta immediatamente una tac dalla quale è risultato che l'emorragia si era definitivamente arrestata. Ha iniziato subito la cura di anticoagulanti che terminerà tra 4 giorni ( durata della cura = una settimana ). Sono rimasta fortemente stupita di questa complicazione che si è venuta a verificare anche perchè il recupero di mia nonna è stato miracoloso: nel giro di una settimana ha ripreso a parlare senza problemi di memoria e a muovere dignitosamente entrambi gli arti offesi ( braccio e gamba destra ) La domanda che ora Le pongo è la seguente : Si poteva anticipare la tac di una settimana appena avvistato il gonfiore per iniziare una terapia mirata ed evitare che si formasse un coagulo di sangue pronto a dare fine alla sua vita? E' molto importante la Sua risposta per me perchè già l'altra mia nonna mi ha lasciato in seguito ad un'embolia mai capita. Grazie mille Paola
Risposta del 20 novembre 2004

Risposta di GIUSEPPE CASTRIOTTA


In caso di ictus emorragico la terapia deve essere sempre molta cauta per evitare di danneggiare ulteriormente il paziente. Sicuramente sarà stata effettuata una adeguata profilassi per una Trombosi venosa profonda (la profilassi riduce soltanto il rischio dell'evento).
Anche una TC anticipata non avrebbe permesso di modificare la terapia antotrombotica rimanendo, comunque, un alto rischio di complicanze in caso di terapia anticoagulante a pieno dosaggio (sicuramente più efficace).
Saluti

Prof. Giuseppe Castriotta
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
BARI (BA)



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