10/04/03  - Intolleranze alimentari. - Alimentazione

10 aprile 2003

Intolleranze alimentari.





Domanda del 10 aprile 2003

Domanda: Intolleranze alimentari.


Domanda di Alimentazione, inviata in data 10 aprile 2003.

Mi sono recentemente sottoposta alL'esame denominato "FOOD INTOLERANCE TEST" rilevando conseguentemente valori superiori al 40% nei latticini, formaggi, yogurt, bianco d'uovo, funghi, misto di lieviti naturali, sesamo e al 20% generalmente verso le carni (agnello, manzo,pollo, capriolo), tonno, aringa, branzino, spinaci, mozzarella, lievito di birra, lenticchie, kiwi.
Mentre mi risulta chiaro cosa siano le Allergie alimentari non riesco ben a comprendere il significato di intolleranze e le relative problematiche visto che a livello cutaneo non presento disturbi, nè tantomeno mal di testa, presento unicamente un problema di peso elevato e mi è stato consigliato di sottopormi a questo esame poichè, secondo il medico, eliminando gli alimenti a cui sono fortemente intollerante dovrei dimagrire con facilità, è vero questo??? Dovrei riscontrare anche altri giovamenti secondo lei?

Risposta del 14 maggio 2003

Risposta di PATRIZIA MARIA GATTI


Le intolleranze alimentari sono delle reazioni avverse all'ingestione di particolari alimenti e in genere sono fenomeni transitori di tipo dose-dipendente. Ma più che all'alimento in se sono causata da ipersensibilità ad additivi e conservanti alimentari.
Negli ultimi 10 anni i test che tentano d'individuare le intolleranze si sono moltiplicati, ma non per questo si tratta di test tutti affidabili. Sembra una moda come quella del vegetarianesimo, che è una tendenza alimentare in aumento, ma non è per questo da considerarsi salutare per tutti.
Secondo la mia esperienza, ho rilevato che molti pazienti credono in questi test, ma io e la maggioranza dei miei colleghi, praticanti la medicina classica, siamo molto diffidenti circa la validità degli stessi. La dimostrazione scientifica che questi test sono molto imprecisi sta nel fatto che in tutti quelli che ho avuto modo di osservare, il paziente sottoposto a tali test è praticamente intollerante a tutti i cibi che mangia più frequentemente e che preferisce anche se con percentuali di positività diverse. Quindi, sempre secondo me, io non ho nessuna stima di tali test e non li prescrivo, perchè secondo l'immunologia classica gli unici test validi per individuare una vera ipersensibilità agli alimenti (non una banale intolleranza) sono i test di stimolazione corredati dalla misura dell IgE specifiche, il resto è leggenda.
Da un altro punto di vista è pur vero che, seguendo attentamente una dieta restrittiva, anche senza fare test, si dimagrisce e si sta meglio, anche perchè le diete restrittive ben bilanciate e programmate dal medico dietologo, realizzate con la collaborazione del proprio paziente e personalizzate alle sue esigenze, in genere escludono gli alimenti troppo elaborati o troppo conditi o comunque ricchi in conservanti e additivi: in pratica vengono esclusi tutti gli eccessi.
E quando una dieta funziona tutto migliora, al di là dei test. Ma la dieta la deve prescrivere solo il dietologo!

Dott. PATRIZIA GATTI
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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