28/09/04  - Morbo di Raynaud - Malattie infettive

28 settembre 2004

Morbo di Raynaud





Domanda del 28 settembre 2004

Domanda: Morbo di Raynaud


Domanda di Malattie infettive, inviata in data 28 settembre 2004.

Egregi dottori, Vi scrivo per una malattia grave della quale è affetta una cara amica di famiglia, scoraggiata e senza più speranze di guarire.

Da molti anni soffre del morbo di Raynaud, malattia aggravatasi con il passare del tempo, che l'ha portata addirittura all'amputazione di ben tre dita della mano. Da due o tre anni lo stesso morbo ha coinvolto anche i piedi, per i quali, pero', la situazione sembra piuttosto stazionaria, almeno per il momento.

Inutile dirVi che ha tentato tutte le strade possibili, prima intraprendendo cure farmacologiche apposite ed in seguito dedicandosi a sedute di camera iperbarica, trovando beneficio solo in quest'ultimo caso. Purtroppo, però, per un lancinante dolore all'orecchio, che non le permetteva di fare la "compensazione", è stata costretta ad interrompere anche questa cura.
Come se non bastasse già tutto cio', in questi ultimi mesi, sembra -se non ricordo male- a causa di un'ernia, presenta un braccio quasi "addormentato", che le provoca talmente tanti dolori da non permetterle di chiudere occhio alla notte.
Sta soffrendo troppo e a noi stringe il cuore vederla in questo stato!

Sapreste indicarmi un buon centro specializzato per la cura del morbo di Raynaud? Sono state scoperte delle cure realmente efficaci per almeno limitare i problemi che comporta questa terribile malattia?

Vi ringrazio moltissimo.
Risposta del 06 ottobre 2004

Risposta di VINCENZO MARTUCCI


sono certo che i sanitari che seguono la Sua amica hanno già fornito tutte le indicazioni che seguiranno. La malattia di Raynaud manifesta quei sintomi a causa del ridotto afflusso di sangue (ischemia) durante le crisi che spesso sono provocate dal freddo (e pertanto bisogna evitare di esporvisi). Va evitato categoricamente anche il fumo perchè aggrava la sintomatologia. Quanto alla terapia nei casi gravi (come sembra essere quello della Sua amica) oltre all'impiego dei vasodilatatori si potrebbe anche chiedere il parere del chirurgo sull'opportunità di recidere le fibre nervose responsabili del restringimento (spasmo) dei vasi sanguigni e anche riguardo l'ernia che genera i disturbi al braccio. Sui centri più indicati nessuno meglio del medico di famiglia potrà fornire le informazioni.

Dott. vincenzo martucci
Medico Ospedaliero
UDINE (UD)



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