05/12/04  - Ossessione ipocondriaca - Mente e cervello

05 dicembre 2004

Ossessione ipocondriaca





Domanda del 05 dicembre 2004

Domanda: Ossessione ipocondriaca


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 05 dicembre 2004.

Soffro di un consistente disturbo ipocondriaco. La mia gatta è morta con un cancro ai polmoni e da quel momento mi sto convincendo che possa succedere anche a me. Da un paio di settimane soffro di una tosse secca che mi accompagna sempre quando mi focalizzo sul torace e che scompare quando riesco ad allontanare i pensieri. La mia qualità della vita e delle relazioni sta pericolosamente scemando. Ho fatto un controllo dal medico generico e uno in farmacia con un dispostivo particolare (respirometro?) che mi hanno parzialmente tranquillizzato, ma il disturbo ricompare puntualmente. Ho sofferto in altri momenti del disturbo ipocondriaco, ma ogni volta la mia non è una paura generica per malattie gravi, ma una paura per così dire mirata verso la malattia da cui sono ossessionato in quel momento. Tutte le altre, anche quelle per così dire più probabili o realistiche in quel momento non le temo per nulla. Vorrei sapere se la medicina è a conoscenza di casi in cui un ipocondriaco si sia effettivamente ammalato della malattia da cui era ossessionato in quel preciso momento. Grazie P.S. Non fumo e prima della conoscenza della malattia della mia gatta non avevo alcun tipo di sintomo respiratorio.
Risposta del 08 dicembre 2004

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Veder morire così il proprio micio non deve essere un'esperienza facile. Era da molto che vivevate insieme? Lei si è quasi immedesimato nel felino di famiglia, e questo forse per evitare di soffrire troppo.
Direi che la Tosse che prova è dovuta a uno spasmo. Lei non ne fa cenno, ma suppongo che abbia anche una sensazione di nodo in gola, e forse soffre un po' di Insonnia . Perché non si prende una monodose di Ignatia amara da 200 ch? E' il rimedio omeopatico per le separazioni, e sono certa che le gioverà parecchio. I granuli contenuti nel tubicino vanno presi tutti in una volta.
Quanto al focalizzarsi sulla malattia altrui per soffrire su di sé, scherzosamente le dico che somiglia a un rito voo-doo ... in fin dei conti alla lunga potrebbe essere efficace. Lasci perdere. E' meglio abituarsi a piangere, mi creda. Spero che il rimedio l'aiuterà anche a riflettere.
Un caro saluto, mi riscriva se lo desidera.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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