07/10/04  - Problema di coppia - Mente e cervello

07 ottobre 2004

Problema di coppia




Domanda del 07 ottobre 2004

Domanda


caro dottore sono sposata da 13 anni con 1 uomo caratterialmente molto diverso da me,i primi 3 anni ha proceduto tutto abbastanza bene anche perche' io l'ho sempre assecondato,poi col passare del tempo mi sono resa conto di essere tremendamente infelice,incompresa e non considerata da lui cosi che il mio amore nei suoi confronti ha cominciato a diminuire finche' e' finito completamente.ho provato a parlargli di questa situazione piu' volte,divendogli di lasciarmi del tempo per riflettere ma lui non ha mai accettato il fatto che io mi prendessi 1 pausa per vedere meglio dentro di me e separarci momentaneamente.mi ha ricattato fisicamente e moralmente.ora per farla breve mi ritrovo a 40 anni a fare il resoconto della mia vita e mi accorgo che quello che desidero e' separarmi dalui e vivere finalmente la mia vita come ho sempre desiderato cioe' con qualcuno che mi sappia capire e che mi parli (lui parla pochissimo).nel nostro rapporto manca il dialogo,la tenerezza,la complicita' mancano insomma tutte quelle componenti che formano 1 coppia felice.da poco tempo gli ho riparlato di questo probkema e lui ha continui attacchi di panico e dice che se lo lascio combina qualche guaio a me o a se stesso mi puo' dare 1 consiglio su come venirne fuori da questa situazione?premetto che abbiamo 1 bambina di 6 anni.GRAZIE
Risposta del 18 ottobre 2004

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Carissima,
è difficile rispondere a un problema così angosciante a distanza.
Lei ha sposato un uomo-bambino, che è entrato in crisi all'arrivo della figlia; è logico e normale che adesso abbia bisogno di sentire di fianco a sé un uomo vero, che sappia sorreggerla, proteggerla e accompagnarla nel compito di educare la figliola.
E' logico anche che un uomo-bambino non sappia prendersi le sue responsabilità, e che metta nella fuga dal problema tutta l'energia che ha, canalizzandola in un sintomo psico-somatico.
L'adulto, in famiglia, è lei, a lei stanno tutte le decisioni importanti. Tale è la situazione, con tutto il carico di responsabilità che comporta.
Raccolga intorno a sé con tenacia le persone che possono aiutarla, familiari, amiche, amici, uno psicologo della famiglia, qualcuno in consultorio ci sarà che potrà darle una mano, un avvocato.
E quando deciderà di procedere, non demorda. Ora è ancora in tempo per rifarsi una vita, e per dare a suo marito la possibilità di andare in crisi, e perciò di cercare un aiuto e finalmente di crescere un po'.
Un caro saluto, ci tenga informati.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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