26/03/13  - Rottura del retto femorale - Scheletro e Articolazioni

26 marzo 2013

Rottura del retto femorale





Domanda del 26 marzo 2013

Domanda: Rottura del retto femorale


Domanda di Scheletro e Articolazioni, inviata in data 26 marzo 2013.

Salve circa 2 mesi fà entrando in campo per un partita di calcetto senza riscaldamento, mentre calciavo ho sentito un dolore alla coscia. Sono uscito subito perchè la coscia si era bloccata sentendo un dolore in particolare sia in prossimità dell'inguine che del collaterale esterno. Dopo aver messo il ghiaccio, il giorno dopo la coscia era gonfia e non potevo camminare. Ho fatto delle iniezione di Voltaren e Muscolin. Ho sentito da subito dei benefici. Dopo un pò di riposo di circa 30 giorni decisi di riprovare, ma dopo 5 minuti nuovamente il problema. ho fatto una risonanza magnetica dove l'esito è il seguente: Lesione verosimilmente subtotale della giunzione miotendinea prossimale del versante esterno del retto femorale, con retrazione e focale dislocazione caudale della componente miofibrillare, circondata da versamento siero-ematico. Imbilizione edematosa dei tessuti molli contigui. Non lesioni ossee e focolaio. Necessaria consulenza ortopedica. Recandomi dall'ortopedico mi ha detto che non è possibile fare un'intervento chirurgico perchè sono passati 2 mesi. mi riferisce di fare dei ultrasuoni e delle teka e ripetere una RM tra 20 giorni di coscia e anca. Mi chiedo è possibile fare un intervento chirurgico a distanza di 2 mesi se non trova risoluzione con questa terapia? Considerando che sono già alla metà del ciclo della terapia sentento che il dolore aumenta sempre piu '? Ringrazio della vostra disponibilità cordiali saluti.
Risposta del 27 marzo 2013

Risposta di PASQUALE PRISCO


Gentile paziente, penso che il collega a cui si è rivolto avesse più elementi di me per decidere.
Non sono d'accordo con la terapia fisica, che a mio parere non darebbe risultati apprezzabili.
Ritengo utile l'esecuzione di una ecografia, dopo qualche giorno di riposo assoluto e l'uso di antiedemigeni, che le potrà indicare il suo medico di base, sia per via orale che per appliazioni in loco.
Per mia esperienza, anche se non è possibile dopo tanto tempo riportare il muscolo nella situazione iniziale, vale sempre la pena di fissarlo ai muscoli vicini, per evitare ulteriori retrazioni.
Mi informi sul risultato dell'esame ecografico.
Saluti


Dott. Pasquale Prisco
Specialista in Ortopedia e traumatologia
Torre Annunziata (NA)

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