05/05/02  - Suicidio II - Mente e cervello

05 maggio 2002

Suicidio II





Domanda del 05 maggio 2002

Domanda: Suicidio II


Domanda di Mente e cervello, inviata in data 05 maggio 2002.

Buonasera Dr Milardi, sono rimasta stupita del fatto ke lei mi abbia risposto non credevo ke lo facesse non so perkè ... beh mi scusi x la sfiducia. La mia famiglia non sa nulla di come mi sento, loro credono ke io sia una persona forte e non posso all'improvviso cedere. A ki ti ama e vorrebbe solo il meglio x te è quasi impossibile dire ke ti sta succedendo il peggio. E poi mi vergogno così tanto ke vorrei sparire x quello ke sento e x quello ke sono. Due anni e mezzo fa ho perso un fratello di soli 23 anni in un incidente e da allora è iniziata la grande farsa ke metto in atto ogni giorno: quella di aver superato la cosa e di essere la spalla su cui piangere ma adesso questa situazione mi pesa, mi opprime e non riesco a pensare ad altro ke a morire. Ho paura di perdere qualcun'altro a cui tengo e io so ke prima o poi succederà forse tra 10 o 100 anni ma succederà e io non voglio esserci quel giorno so ke non ce la farei, impazzirei e io non voglio impazzire. Io non mi sono arresa subito ho provato a reagire ma non ci riesco quando si è assuefatti da una idea è impossibile cambiare. Io da un paio di mesi sono in cura da uno psicoterapeuta ma nemmeno questo mi aiuta ormai penso solo a una cosa. Un giorno comunicai al mio dottore la mia intenzione di interrompere la terapia xkè volevo uccidermi credevo ke il mio segreto fosse al sicuro per via del "segreto professionale" ke hanno i medici ma da stupida e ignorante quale sono non sapevo ke il segreto professionale ha un solo, grande limite: la vita. Quel giorno fu terribile ricordo ke lui iniziò a parlare di ricovero, di cura farmacologica, di avvisare i miei genitori e io non capivo + niente volevo solo tornare indietro e non aver mai pronunciato quelle parole. Si prese tutti i dati miei e dei miei familiari, il mio indirizzo il mio n.ro di casa e mi disse ke se fossi mancata ad una seduta avrebbe kiamato a casa mia. Alla fine mi fece giurare guardandolo negli occhi ke non avrei interrotto la terapia e mi fece impegnare a non farmi del male ed io l'ho fatto l'ho guardato dritto negli occhi e ho promesso quello ke non potrò mai mantenere. Mi dispiace di essere così falsa così ignobile ma non posso farci niente ormai mi sono persa e non riesco + a ritrovarmi sto camminando nel buio e sono stanca troppo stanca per cercare la luce. Sto progettando la mia morte da settimane e ho già deciso cosa usare farò un mix di Tavor, Xarax e gocce di Toradol e spero solo ke non ci voglia molto e ke non sia troppo doloroso. So ke sarò la causa di tanto dolore da parte di ki mi vuole bene e mi dispiace mi dispiace tantissimo mi odio immensamente ma è la sola cosa ke mi da la forza di stare ancora in piedi. Non so quando lo farò comunque fra domenica e mercoledì prossimi. L'avrei fatto anke prima ma si è da poco sposato un altro mio fratello e io non volevo rovinare la festa. Quando mi ucciderò sarà solo una morte fisica xkè credo ke dentro io sia già morta e sepolta da un pezzo, a volte mi sento come un morto ke cammina, ke respira e questo non ha senso. Ora basta mi sono prolungata già fin troppo. La ringrazio davvero tanto per avermi risposto è stato molto carino da parte sua e mi scusi se l'ho assillata con questo mio sfogo. Buona serata
Risposta del 07 maggio 2002

Risposta di MAURO MILARDI


Mi ha fatto piacere trovare ancora una tua mail. Da quanto scrivi tu hai subito un trauma psicologico rilevante che ti ha creato una grande sofferenza. La situazione che si è creata è tipica di un grave momento depressivo. In tale situazione sembra che non vi siano assolutamente vie di uscita, anzi che forse l'unica via di uscita, per non continuare o rischiare di continuare a soffrire, sia il proprio annulamento. L'esperienza vissuta è stata ancora più difficile dal fatto di DOVER mostrare di aver superato ogni difficoltà, di essere FORTE, sentendosi invece bisognosa di aiuto.
Ma quale difficoltà c'è nel chiedere aiuto, nel riconoscere la nostra debolezza in qualche momento della nostra vita ? Noi abbiamo il DIRITTO di chiedere aiuto. E' molto liberante essere in grado di riconoscerci questo diritto.
E' umano che tu abbia provato così tanto dolore per un evento traumatico ed è proprio perch‚ sei una persona sensibile ed eccezionale che hai avuto questa difficoltà. Continuo però a dire che da soli può essere troppo difficile trovare la luce oltre le tenebre del momento. Per quanto attiene al "cosa fare" io so per certo che tu hai altre possibilità oltre al pensiero di farla finita.
Non hai una curiosità su queste mie certezze ?

Dott. MAURO MILARDI
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata



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