10/01/05  - Transfert - Mente e cervello

10 gennaio 2005

Transfert




Domanda del 10 gennaio 2005

Domanda


Sono in fase di separazione, io e mia moglie pero' viviamo ancora insieme in attesa della prima udienza che stabilira' a chi andra' affidato nostro figlio. Il mio problema e' proprio lui, e per lui mi sto facendo assistere da una psicologa ormai da diverso tempo. Mia moglie mi aggredisce spesso verbalmente ed e' convinta che io stia facendo il possibile per screditarla nei confronti di nostro figlio. La realta' e' che, quando lei non e' presente, io non la menziono nemmeno, se non quando il bambino mi chiede esplicitamente di lei, poiche' cerco di godermi al massimo il tempo che passo con mio figlio. La casa coniugale rimarra' a me (per scelta di mia moglie). Quando il bambino e' con me sembra, ma forse e' solo egoismo tranquillo e felice. Quando e' con mia moglie lui mi aggredisce verbalmente al telefono, rifiutandomi in modo violento. L'altra sera e' tornato a casa dopo qualche tempo che non lo vedevo ed appariva strano, benche' io fossi presente in casa, se la madre si allontanava la chiamava in tono lamentoso e sembrava smarrito. Il giorno seguente era con me, sembrava catatonico ed ho impiegato tutta la mattina a tranquillizzarlo. Poi, improvvisamente e spontaneamente mi ha abbracciato. Il resto della giornata e' sembrato felice e spensierato, ha giocato con me, i suoi cugini ed i suoi animali. Precedentemente e visto che a suo dire il bambino non voleva stare con lei, sua madre ha acquistato due pupazzi; al primo ha dato il nome del bambino ed al secondo ha dato il suo nome. Poi se li sono scambiati e lei gli ha detto che cosi', anche se lei non fosse stata presente, lui avrebbe potuto averla vicino. La mia impressione e' che il bambino stia soffrendo ed il mio desiderio di padre e' quello di aiutarlo. Cosa posso fare? Come debbo comportarmi?
Risposta del 13 gennaio 2005

Risposta di MARIA ADELAIDE BALDO


per un bambino la seprarazione dei genitori non è mai una "bella cosa", ma è sicuramente possibile superare le difficoltà. Quale è il problema centrale? Che il bambino tende a pensare che se i due genitori non sia amano più, automaticamente non ameranno nemmno lui. E' ovvio che non è così, ma nella mente del bambino si affaccia questo "fant Asma ". Cosa fare? Lei si sta facendo seguire da una psicologa, ma forse potrebbe essere utile organizzare un percorso che coinvolga anche sua moglie. A meno che lei non vada dalla psicologa per sue personali ragioni, trovo strano che sia solo uno dei due genitori a farsi aiutare in merito alla relazione col figlio.
L'episodio del pupazzo non mi pare affatto grave, anzi! Ho la sensazione che tra lei e sua moglie prevalgano i sospetti e, allora le chiedo: non è che state inconsciamente cercando le strategie per apparire "il genitore più bravo"? Il mio consiglio è quello di trovare davvero assieme la strada per affrontare la separazione senza danneggiare il bambino, iniziando magari da una consultazione psicologica congiunta. Auguri.


Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
BRESCIA (BS)



Il profilo di MARIA ADELAIDE BALDO
Risposta del 31 gennaio 2005

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Francamente direi che è arrivato il momento di far seguire il bambino direttamente da una terapeuta infantile. C'è molta confusione nelle vostre relazioni familiari. Non specifica quanti anni ha il bambino, ma l'utilizzo di oggetti transizionali come i pupazzi, con finalità così precise, è giustificata solo entro i primi 4 anni. Diversamente mi sembra che il bambino rischi una regressione psicologica importante.
Risolvete i vostri problemi di relazione, ma dirottate vostro figlio in uno spazio personale, altrimenti il recupero rischia di essere troppo lungo.
Teneteci informati. Un saluto.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



Il profilo di GIULIA MARIA D'AMBROSIO
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