16/08/04  - Trattamento chirurgico flebologico - Cuore circolazione e malattie del sangue

16 agosto 2004

Trattamento chirurgico flebologico





Domanda del 16 agosto 2004

Domanda: Trattamento chirurgico flebologico


Domanda di Cuore circolazione e malattie del sangue, inviata in data 16 agosto 2004.

Mia madre ha sofferto di varici ed io svolgo un'attività che mi portava a stare molte ore in piedi (ora un pò meno). Ho sempre portato collant (anche in estate), anche se da soli 40 den. Notando pesantezza alle gambe, vene evidenti e capillari diffusi, 5 anni fa ho eseguito una terapia sclerosante ed un ciclo di linfodrenaggio, che mi hanno dato netti miglioramenti. Da allora ho smesso di portare i collant in estate. A primavera di quest'anno, notando di nuovo gonfiore alle gambe, ho eseguito un altro ciclo di linfodrenaggio, ma negli ultimi mesi ho ricominciato ad avvertire gli stessi disturbi, con l'aggiunta di dolore in corrispondenza di vene evidenti sulla gamba e sulla coscia. Dieci giorni fa mi sono sottoposta ad una visita con Eco color doppler venoso dinamico, che ha dato questo esito:
"circolo venoso profondo pervio e continente. A dx normo-continente la cross safeno-femorale. A dx reflusso diastolico su vena perforante della fossa poplitea (di Thiery) estesa su collaterale soprafasciale e senza rapporti con l'asse della piccola safena, ma con rientro in Vena Grande Safena (che non presenta gozzi varicosi). Normo continente la cross safeno-poplitea di dx.
A sx normo-continente la cross safeno-femorale e la cross safeno-poplitea. Collaterale della grande safena di coscia insufficiente."
Come terapia, oltre a collant da 140 den, mi è stata prescritto un fitofarmaco (Angiovein) per 30 gg. in 3/4 cicli annuali ed un'applicazione topica (Frioven) 2 volte al giorno (dormo già con cuscino sotto il materasso). Inoltre, mi è stato consigliato un trattamento chirurgico flebologico conservativo (con conservazione degli assi safenici) emodinamico in anestesia locale.
Il mio medico di famiglia, però, mi ha sconsigliato di farlo (almeno per il momento), invitandomi ad eseguire la terapia prescittami ed attendere un paio di mesi per verificare eventuali miglioramenti. Ora, dopo 10 gg., noto già un leggero miglioramento a livello di gonfiore e dolore.
Le mie domande sono: potrà essere sufficiente questa terapia ad evitare l'intervento chirurgico? In tal caso, dovrò portare collant da 140 den a vita? In caso d'intervento, è vero che i problemi si ripresentano a distanza di pochi anni (lo specialista ha detto di no, il mio medico di sì)?
Ora ho preso appuntamento con un altro specialista tra un mese, ma sarei lieta di avere un'ulteriore opinione. Grazie.

Risposta del 19 agosto 2004

Risposta di RENATO VENTRIGLIA


La terapia chirurgica dell'insufficienza venosa volta alla correzione emodinamica è sicuramente il trattamento di scelta per tale patologia, specie quando non sono interessati gli assi safenofemorali e safenopopliteo.
Il principio è quello non di rimuovere le vene benchè malate, ma di impedire in esse il reflusso patologico in ortostatismo (ovviamente in maniera definitiva).
Altro problema è la eventuale predisposizione ed i fattori scatenanti (la stazione eretta)
E' indispensabile comunque uno studio adeguato con ecocolordoppler.


Dott. Renato Ventriglia
Medico Ospedaliero
CASERTA (CE)



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