17/11/04  - Una ferita che non riesco a chiudere..... - Mente e cervello

17 novembre 2004

Una ferita che non riesco a chiudere.....




Domanda del 17 novembre 2004

Domanda


Sono una ragazza di 25 anni.Scrivo con la speranza che qualcuno voglia provare a darmi un consiglio,o provare a capire cos'è questa tristezza che ancora porto nel cuore.
La ragione di tutto è un Lui...un ragazzo lontato da me,poco più giovane,che ho conosciuto l'anno scorso in vacanza.
Non lo vedo da allora.Tra noi c'è stata una relazione virtuale che tra(sue)sparizioni e riapparizioni è durata dallo scorso gennaio fino ad agosto.Niente di fisico tra noi,e solo tante,troppe parole.Un filo e un fiume di sms tra due persone,un contatto che pensavo fosse umano,comunque. E' sparito una notte di agosto non rispondendo più e di lui ho solo un silenzio insopportabile,e tanti,ancora troppi perchè.Credendo di fare la cosa giusta per sentirmi meglio con me stessa.. prendendomi anche le colpe d'essere stata forse spesso eccessiva nel cercarlo...pur di capire gli scrissi una lettera a settembre credendo ingenuamente che a quel punto,con quel mio gesto sincero e privo,assolutamente,di qualsiasi Rabbia ,lui mi desse un segno.Ma niente.Ogni tanto mi arrivano delle e-mail stupide,di quelle che si fanno "girare" tra i contatti,ma nient'altro.
Non mi sono mai sognata di chiamarlo e invadere così la sua vita ma quando arriva la notte e ripenso alle parole di quella lettera allora ancora ci sto male,nonostante il tempo...
Vorrei tanto sapere come sta(ed è assurdo...?!?)..non riesco ad odiarlo. A volte vorrei fregarmene dell'orgoglio,del tempo,per dirgli quanto m'ha ferita...e l'unico motivo per cui non lo faccio è perchè non sopporterei che mi rispondesse male. Cos'è,cos'è,questa voglia che ho ancora di capire...e di sperare che possa ripensare alla mia dolcezza.
Cordiali saluti
Risposta del 20 novembre 2004

Risposta di GIULIA MARIA D'AMBROSIO


Un ragazzo giovane può non aver capito la sua intensità, o può non aver parole sufficienti per fronteggiarla.
Carissima, non so perché ma la sua lettera parla anche di una infanzia con tanti pensieri non condivisi con la famiglia, e forse di un padre un po' assente.
Un percoso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a cercare un po' meglio che cosa davvero desidera dalla vita, e a mirare quali sono le persone a cui vale la pena di farlo sapere. Questo penso sia la chiave della sua tristezza.
Un caro abbraccio.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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