07/10/04  - Uno sforzo eccessivo - Malattie infettive

07 ottobre 2004

Uno sforzo eccessivo




Domanda del 07 ottobre 2004

Domanda


Salve Mi chiamo Carmine ho 27 anni. Prementto che questo problema mi si è presentato già un paio di anni fa, ma non gli ho dato peso perche non è stato cosi intenso e non si è poi quasi più ripetuto. Mi è capitato di fare uno sforzo abbastanza consistente, e di non poter lasciare l'oggetto sollevato nemmeno quando ero arrivato all'estremo delle forze;quando ho poi posato l'oggetto mi sono sentito di venire meno,ho avuto una sorta di capogiro e cosa che mi ha fatto spaventare un forte senso di vomito che è durato però un minuto o forse anche meno (due anni fa non avevo assolutamente avuto questo senso di vomito ne ripeto era stato cosi intensa la sensazione di venire meno);immediatamente dopo, parliamo di frazioni di secondo ho anche sentito il bisogno di urinare, probabilmente questo sarebbe successo lo stesso,lo dico solo per precisione.Dopo questa cosa sono rimasto un po spossato ma tutto sommato bene, sapreste dirmi cosa mi è successo? Vi ringrazio e saluto Carmine
Risposta del 12 ottobre 2004

Risposta di VINCENZO MARTUCCI


Premesso che non bisogna mai porsi nella condizione di arrivare all' "estremo delle forze" (tantopiù senza poter neanche in quel momento rinunciare allo sforzo), Le dico subito che il vero Suo problema è stato proprio questo, più dei sintomi che ha acusato dopo. Il nostro organismo, dal punto di vista neurologico, conta su una condizione di equilibrio garantita da due sezioni del sistema nervoso autonomo : il simpatico ed il parasimpatico. Delle volte si possono verificare degli squilibri (cosiddette "distonie neurovegetative") fra questi due sistemi regolatori delle funzioni e certamente uno sforzo oltre i propri limiti può favorire, sia pure in modo transitorio, uno squilibrio del genere le cui manifestazioni sono molto soggettive. Lei, per aver osato troppo, è venuto a conoscenza di quale sia il Suo personale modo di risentire degli sforzi al di sopra dei propri limiti. Considerato che la condizione non l'ha trovata per nulla gradevole e che s'è anche preoccupato, ci pensi bene ad evitare, per il futuro, sforzi sconsiderati.

Dott. vincenzo martucci
Medico Ospedaliero
UDINE (UD)



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