FOCUS
Ultimo aggiornamento: 24/09/2010
Così si previene il tumore al seno
di Simona Zazzetta
La familiarità e l'età sono due fattori di rischio per il tumore mammario su cui non si può intervenire, ma ci sono altri fronti su cui si può fare molto per prevenire, ridurre il proprio rischio di ammalarsi o di andare incontro a una ricaduta della malattia. Un comportamento attento agli stili di vita salutari e pochi esami di controllo sono la base della prevenzione.
Dieta e sport che proteggono
Gli esperti concordano sul fatto che una dieta sana può ridurre il rischio di tumore al seno perché riduce la formazione di radicali liberi, responsabili del danno cellulare: la presenza di frutta e verdura e di oli di origine vegetali apporta all'organismo una quantità di antiossidanti, che neutralizzano l'effetto nocivo dei radicali. Diversi studi scientifici hanno dimostrato l'utilità di una dieta particolare nella prevenzione delle ricadute del cancro del seno in donne già colpite e la si sta valutando anche nella prevenzione primaria, cioè in chi non ha ancora sviluppato la malattia. Alla base di questa alimentazione c'è un apporto elevato di fitoestrogeni, vale a dire ormoni simili agli estrogeni femminili, ma di origine vegetale che sono contenuti principalmente nella soia e nei suoi derivati, ma anche nelle alghe, nei semi di lino, nel cavolo, nei legumi, nei frutti di bosco, nei cereali integrali. Tra le indicazioni c'è anche di limitare l'uso di zuccheri raffinati, a favore di zuccheri grezzi e di amidi e di aumentare il consumo di molte vegetali della famiglia delle crocifere: rape, senape, rucola, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, ravanelli, cavolo, perché agiscono in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni. Infine, è bene non portare in tavola troppa carne, soprattutto quella rossa indagata da tempo per l'associazione con un aumento del rischio di sviluppare tumori, e orientare la scelta delle proteine animali verso quelle del pesce. La maggior parte di questi suggerimenti riporta alla dieta tipicamente mediterranea: povera di grassi animali, ricca di grassi vegetali e di proteine da vegetali e dal pesce. Tra le buone abitudini che hanno dimostrato un effetto protettivo contro il tumore al seno, c'è l'esercizio fisico. I dati a sostegno sono epidemiologici: tra le donne che si dedicano regolarmente all'attività fisica c'è un'incidenza minore di neoplasie mammarie. Secondo gli esperti, la correlazione potrebbe essere spiegata dal fatto che, rispetto ai soggetti normopeso, le persone obese presentano livelli di ormoni estrogeni più altri e questi, a loro volta, hanno dimostrato di aumentare, nelle donne, il rischio di tumore al seno. Non vanno dimenticati gli effetti di alcuni farmaci, come spiega Pier Franco Conte, del Dipartimento integrato di oncologia e ematologia, dell'Università di Modena: «La terapia ormonale sostitutiva, molto usata soprattutto negli Stati Uniti, a fronte di un effetto protettivo sul cuore nelle donne in menopausa, ha dimostrato di aumentare il rischio di tumore al seno soprattutto se protratta per più di cinque anni». Infine, va anche menzionato il fatto che «le donne oggi spostano in avanti negli anni la prima gravidanza e avere il primo figlio dopo i 30 anni fa perdere un vantaggio protettivo che offre la gravidanza prima dei 30 anni» aggiunge Conte.
L'occhio clinico non deve mancare
Le buone abitudini non escludono il controllo periodico. La mammografia è per ora il metodo più efficace per la diagnosi precoce e il suggerimento dall'Osservatorio nazionale screening, la rete dei centri di screening in Italia, è di farla ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma la cadenza può variare in base alla storia personale della paziente e del livello di rischio che presenta. Se c'è familiarità (una madre o una sorella malata) in genere si comincia prima, verso i 40-45 anni. Per le donne più giovani è consigliabile l'ecografia del seno, a cui si ricorre, su suggerimento del medico, in caso di comparsa di noduli. Indipendentemente dall'età è buona abitudine fare una visita del seno presso un ginecologo o un medico esperto almeno una volta l'anno.
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TAGS: Mammella, Mammografia
NOTIZIE DI: Alimentazione, Salute femminile, Tumori

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