Eiaculazione precoce: molti ne soffrono, pochi ne parlano

19 luglio 2013
Focus

Eiaculazione precoce: molti ne soffrono, pochi ne parlano



eiaculazione precoce


È la disfunzione sessuale maschile più diffusa: ne soffre un uomo su cinque. Eppure è la più sotto-diagnosticata e meno trattata: solo il nove per cento degli uomini che convivono con l'eiaculazione precoce si rivolge al medico.
Perché? Innanzi tutto perché per gli uomini parlare di problemi sessuali è sempre complicato e fonte di imbarazzo e ansia. In più la società in cui viviamo ci rimanda costantemente immagini di uomini forti, modelli vincenti e sempre all'altezza della situazione, aumentando, così, il peso di aspettative sociali e di vincoli che finiscono per influenzare molti aspetti della nostra vita quotidiana: dalla carriera alla famiglia, dai soldi all'aspetto fisico.

Avere una vita sessuale "di successo" rientra senza dubbio tra ciò che un uomo deve esibire per essere socialmente accettato. L'eiaculazione precoce contraddice tutto ciò. Oltretutto non sempre è riconosciuto come un problema medico "reale", con cause proprie e possibili trattamenti.
Tanto che secondo Hartmut Porst, presidente della European society for sexual medicine: «Se un uomo non sa che l'eiaculazione precoce è un problema medico, probabilmente non chiederà l'aiuto di un medico. Se un uomo è convinto che non ci siano soluzioni valide, evidentemente non ne cercherà. Come risultato, gli uomini e le coppie che vivono una situazione di eiaculazione precoce si precludono la possibilità di migliorare la qualità della loro vita sessuale e di raggiungere il rapporto sano e soddisfacente che meritano».

L'eiaculazione precoce è infatti una condizione che produce una situazione traumatizzante, che colpisce l'equilibrio della coppia e la capacità dei due partner di mettersi in relazione gli uni agli altri e confrontarsi e può portare a frustrazione, rabbia, ansia fino alla depressione.

Esistono due tipi di eiaculazione precoce:
1. Primaria, nota anche come "lifelong o congenita", caratterizzata dalla comparsa sin dalla prima esperienza sessuale e che continua per tutta la vita: in questi casi l'eiaculazione si verifica troppo in fretta, prima della penetrazione vaginale o meno di 1-2 minuti dopo di essa.
2. Secondaria, nota anche come "acquisita", caratterizzata da una comparsa graduale o improvvisa, con una eiaculazione in precedenza normale.

Secondo l'Issm (International society for sexual medicine) l'eiaculazione precoce è definita da:
· Tempo di latenza eiaculatoria (Ielt) di circa un minuto, con l'eiaculazione che si verifica sempre o quasi sempre prima o entro un minuto circa di penetrazione vaginale.
· Mancanza di controllo dell'eiaculazione, cioè l'incapacità di ritardare l'eiaculazione in tutte o quasi tutte le penetrazioni vaginali.
· Negative ripercussioni personali, quali angoscia, frustrazione che portano spesso a evitare l'intimità sessuale.


La normale risposta sessuale maschile è un processo composto da quattro fasi consecutive: desiderio, eccitazione, orgasmo (eiaculazione) e detumescenza del pene. L'eiaculazione precoce deriva dalla rapida progressione delle prime due fasi, ma non è necessariamente legata a una eccitazione elevata o alterata. L'eiaculazione è principalmente influenzata dal sistema nervoso centrale e le più recenti ricerche suggeriscono che sia un fenomeno più neurobiologico che psicologico. Il processo di eiaculazione è regolato a livello centrale e coinvolge una serie di neurotrasmettitori, inclusi serotonina (5-Ht), dopamina, ossitocina e altri. Molti dati suggeriscono che la serotonina e diversi sottotipi di recettori 5-HT sono coinvolti in modo preponderante nel processo di ritardo dell'eiaculazione.
Di conseguenza, l'eiaculazione precoce può essere associata alla presenza di bassi livelli sinaptici di serotonina nelle regioni del sistema nervoso centrale che modulano l'eiaculazione.

L'eiaculazione precoce secondaria può essere causata sia da fattori psicologici che fisici. Quelli fisici possono essere: malattie della prostata, in particolar modo prostatiti, disfunzione erettile, ipertiroidismo, uso ricreativo di droghe. Quelli psicologici: stress, ansia legata al rapporto sessuale.

L'eiaculazione precoce è stata inizialmente considerata come un problema psicologico e per decenni è stata trattata con terapie comportamentali e cognitive. Oggi ci sono anche trattamenti farmacologici. L'eiaculazione precoce, sia Primaria (cronica) che Secondaria (acquisita), è spesso una condizione medica di origine organica/neurobiologica che può essere trattata. Se è causata da un'altra malattia (per esempio, da una prostatite cronica trascurata), la cura di quella malattia avrà effetti positivi anche sull'eiaculazione precoce. Anche per il trattamento della forma cronica ci sono differenti opzioni che il medico potrebbe prescrivere. In ogni caso è fondamentale superare ogni tabù sociale e rivolgersi a un medico.


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