Vaccini: vittime della loro stessa efficacia

15 maggio 2017
Focus

Vaccini: vittime della loro stessa efficacia



Si è svolta come ogni anno a fine aprile la settimana delle vaccinazioni che nel 2017 aveva come slogan una frase che richiama l'importanza dei vaccini per la salute: "I vaccini? funzionano! Proteggono la salute in ogni fase della vita". I dati sono chiari e dimostrano che le vaccinazioni sono efficaci nell'evitare molte malattie potenzialmente pericolose, ma nonostante ciò aumentano costantemente i genitori che decidono di non vaccinare i propri figli, complici anche una serie di informazioni scorrette su sicurezza ed efficacia di tali farmaci.

Malattie dimenticate, ma ancora presenti


«Negli anni '50 del secolo scorso, praticamente tutti i bambini si ammalavano di morbillo e diversi ne morivano» spiegano gli esperti del Children's hospital of Michigan di Detroit in un comunicato sul loro sito ufficiale ricordando che tra i giovani medici oggi in servizio ce ne sono molti che non hanno mai visto un caso di morbillo.
«Questo è possibile grazie ai vaccini che hanno reso decisamente rare alcune malattie, tanto da far dimenticare a medici e genitori la loro pericolosità» dice Lauren Snabb autrice del comunicato che poi aggiunge: «Grazie al fatto che la maggior parte dei bambini è vaccinata, ormai non siamo più abituati a vedere gli effetti negativi sulla salute di morbillo, rosolia, pertosse e altre malattie infettive, ma non dobbiamo dimenticare che i germi che le causano sono ancora presenti e possono infettare piccoli e grandi non protetti con le vaccinazioni».

Citando i dati d'oltre oceano, Snabb e colleghi ricordano che grazie alle vaccinazioni si prevengono ogni anno circa 20 milioni di casi di malattia e circa 42mila decessi, con un risparmio per il sistema sanitario pari a circa 13,5 miliardi di dollari solo in costi diretti. «Il ritorno di focolai di alcune di queste malattie è legata alla decisione di molti genitori di evitare le vaccinazioni, mettendo a rischio la salute dei propri figli e di tutti i bambini che non si possono vaccinare» concludono gli esperti.

La situazione in Italia


Le autorità sanitarie Usa hanno inserito l'Italia nei Paesi a rischio per il morbillo e raccomandano ai cittadini statunitensi che decidono di recarsi nel Bel Paese di assicurarsi di essere vaccinati contro la malattia. Il 2017 ha fatto registrare in Italia un picco di casi di morbillo, tanto che tra il 1° gennaio 2017 e il 7 maggio 2017 al Sistema di sorveglianza integrata morbillo e rosolia sono stati segnalati 2.224 casi, la maggior parte dei quali (89 per cento) in persone non vaccinate.
Anche in Italia, il calo delle coperture vaccinali rappresenta una delle principali cause della ripresa di focolai di malattie infettive fino a poco tempo fa dimenticate grazie all'efficacia dei programmi vaccinali iniziati a partire dalla metà del secolo scorso. Eppure non ci sono dubbi sull'efficacia delle vaccinazioni. Confrontando la media annuale dei casi delle diverse malattie infettive prima e dopo l'introduzione dei vaccini si possono osservare percentuali di riduzione molto elevate che vanno dall'86 per cento per l'epatite B (vaccinazione universale obbligatoria dal 1991 per tutti i nuovi nati e per i dodicenni) fino a un massimo del 100 per cento per poliomielite e difterite (vaccinazioni introdotte nel 1964 e a metà degli anni '50, rispettivamente).
Per maggiori dettagli sulle vaccinazioni è possibile consultare siti internet dedicati curati da esperti quali per esempio VaccinarSì.

Cristina Ferrario

Fonti:
Children's Hospital of Michigan - News
Epicentro

VaccinarSì


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