L’importanza degli acidi grassi

12 giugno 2014
L'uso corretto degli integratori

L'importanza degli acidi grassi



3. L’importanza degli acidi grassi
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I grassi presenti nel nostro organismo si suddividono in saturi e insaturi (distinti in monoinsaturi e polinsaturi). È ormai stabilito che un eccessivo apporto di grassi saturi, presenti negli alimenti di derivazione animale, aumenta il rischio cardiovascolare. Gli insaturi, invece, si ricavano da fonti vegetali e da fonti marine (pesce, alghe, krill) e contribuiscono al controllo dei livelli di colesterolo. In generale, si consiglia la sostituzione nella dieta dei grassi saturi con gli insaturi proprio allo scopo di mantenere livelli normali di colesterolo nel sangue.

Gli essenziali
Ai fini dell'integrazione rivestono particolare importanza i polinsaturi essenziali, così detti perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e devono essere quindi introdotti con la dieta. Si tratta dell'acido linoleico (precursore degli omega-6) e alfa-linolenico (precursore degli omega-3): il primo si ricava dagli oli di arachide, mais, girasole, soia e noci, mentre il secondo, meno comune, è presente nelle noci, e negli oli di semi di soia e di lino. Entrambi contribuiscono a mantenere livelli corretti di colesterolo nel sangue.

Gli Omega
A partire da questi due acidi grassi essenziali, il nostro organismo è in grado di produrre altri acidi grassi insaturi della serie Omega-6 dal linoleico e di quella Omega-3 dall'alfa-linolenico. A tali acidi grassi sono state attribuite diverse attività biologiche, in quanto elementi costitutivi delle membrane cellulari e dotati di un'azione simil-ormonale che va a regolare: processi infiammatori, funzioni metaboliche, cardiovascolari, immunitarie, renali e la coagulazione del sangue.

L'integrazione nutrizionale guarda da tempo con interesse agli acidi grassi Omega-3 a catena lunga, e cioè l'acido eicosapentaenoico (Epa) e l'acido docosaesaenoico (Dha). In natura si trovano principalmente nell'olio di pesce azzurro, in pesci come salmone, merluzzo e tonno, e nelle alghe da cui i pesci li assumono. I benefici che ne possono derivare consistono, per il Dha, nel mantenimento di una funzione cerebrale e di una capacità visiva normali, mentre l'associazione Dha/Epa contribuisce alla normale funzione cardiaca. Gli omega 3 a catena lunga sono inoltre utilizzati per ridurre i livelli ematici di trigliceridi.


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