Equivalenti, una storia dall'inizio tormentato

20 novembre 2015
I farmaci generici

Equivalenti, una storia dall'inizio tormentato



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Tutto inizia nel 1995, quando un provvedimento legislativo (l'articolo 130 della legge 549 del 28/12/1995) ufficializza l'arrivo nelle farmacie italiane dei farmaci generici. Ma vengono accolti in modo decisamente tiepido. A non piacere è innanzitutto il termine "generico". Eppure la scelta non è casuale. Si tratta infatti della traduzione dall'inglese "generic", nome che nei Paesi anglosassoni non ha provocato alcun tipo di reazione di rigetto nei confronti del medicinale.

In Italia invece le opinioni negative sono più numerose per paura che il generico sia un'imitazione del medicinale originatore, temendo che il farmaco generico non abbia il medesimo effetto mirato del farmaco abituale, non sia contenuta la stessa dose di principio attivo e che la produzione non avvenga con il medesimo rigore che le Aziende farmaceutiche riservano al prodotto di marca.

Contestato è anche il costo, perché inferiore a quello del farmaco originatore. Un costo più elevato dà una sicurezza maggiore al consumatore di acquistare un farmaco di efficacia superiore. Il costo inferiore penalizza quindi il medicinale generico, perché percepito come un farmaco di scarsa qualità.
La scelta infelice del nome, anche se non voluta, causa dunque problemi di diffidenza per medici e pazienti.


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