INTERVISTE

Ultimo aggiornamento: 08/04/2011 00:00

Pressione arteriosa, come si cura quando è troppo alta

sfigmomanometro

La pressione arteriosa aumenta fisiologicamente in caso di sforzi fisici e/o di emozioni ma quando si mantiene elevata anche in condizioni basali ovvero di riposo e tranquillità emotiva allora ci si viene a trovare in una condizione patologica, da diagnosticare, trattare e sicuramente da non sottovalutare. Lo chiarisce a Dica33 Leonardo Di Ascenzo, Cardiologo ospedaliero a San Donà di Piave (VE) - Ulss 10 "Veneto orientale".

Cos'è l'ipertensione arteriosa?
L'ipertensione arteriosa è una condizione morbosa, ovvero non fisiologica, nella quale i valori della pressione arteriosa sono persistentemente superiori ad alcuni livelli soglia, definiti di normalità, sulla base di ampi studi effettuati sulla popolazione sana di diverse età e di diverse parti del mondo.
L'ipertensione arteriosa, quando non trattata adeguatamente, diviene un fattore di rischio cardiovascolare in grado di sviluppare complicanze quali l'aterosclerosi polidistrettuale, che clinicamente può manifestarsi con angina pectoris e/o infarto miocardico, ictus cerebrale o ancora claudicatio degli arti inferiori (difficoltà nella marcia per dolori muscolari da sforzo).

Quali sono le cause più comuni di ipertensione?
Nella gran parte dei casi non vi sono delle cause precise e riconoscibili: l'ipertensione arteriosa si definirà allora essenziale o primaria. Questa forma può avere un carattere familiare e la sua incidenza aumenta con l'età.
In casi più rari (solo il 5%) l'ipertensione può essere secondaria, cioè dovuta a un'altra malattia (ad esempio stenosi delle arterie renali, insufficienza renale da malattia primitiva del rene, obesità quando questa viri verso la sindrome metabolica, feocromocitoma, sindrome di Cushing o iperaldosteronismo) o alla gravidanza piuttosto che ad un abuso alimentare di sale o di liquirizia.

Quali sono, nei due sessi, i valori soglia di pressione minima e massima, oltre i quali si definisce l'ipertensione?
Non vi sono differenze attuali tra uomo e donna per i valori di pressione arteriosa giudicati normali; sebbene non sia da escludere che lo svilupparsi della medicina di genere metta in evidenza diversità tra i due sessi. Di seguito riporto la classificazione suggerita dall'Organizzazione mondiale della sanità e basata sui livelli della pressione arteriosa nei soggetti adulti di età uguale o superiore a 18 anni.

Categoria

Pressione arteriosa in mm Hg

Sistolica

Diastolica

Ottimale

< 120

< 80

Normale

< 130

< 85

Normale - alta

130 - 139

85 - 89

Ipertensione borderline

140 - 149

90 - 94

Ipertensione lieve

150 - 159

95 - 99

Ipertensione moderata

160 - 179

100 - 109

Ipertensione grave

>180

>110

Ipertensione sistolica isolata borderline

140 - 149

< 90

Ipertensione sistolica isolata

>150

< 90

Quali sono i sintomi che può avvertire il paziente iperteso?
Non ci sono dei sintomi specifici piuttosto c'è un corteo di segni e sintomi, che possono essere valutati complessivamente e confermati da una o più misurazioni della pressione arteriosa. Il sintomo più tipico è rappresentato dalla comparsa di frequenti mal di testa dei quali prima non si era mai sofferto. Nelle donne, soprattutto, possono comparire episodi di grande calore al volto associato alla sensazione che il cuore batta con maggior forza (come dei battiti a colpo di cannone). Altri ancora possono lamentare la comparsa di mancanza di respiro via via più importante anche per sforzi fisici che fino a qualche tempo prima si affrontavano senza alcun sintomo anomalo. In altri pazienti l'ipertensione arteriosa può essere diagnosticata dopo una crisi ipertensiva, con scompenso cardiaco acuto caratterizzato da una grave ed improvvisa mancanza di respiro tale da doversi rivolgere al Pronto Soccorso con urgenza. Tuttavia direi che la più gran parte delle persone, giunte ad un'età intermedia, registra casualmente valori di pressione elevati magari in occasione di un controllo periodico dal proprio medico di Medicina generale piuttosto che ad una visita di medicina del Lavoro o semplicemente fermandosi in farmacia.

Posta la diagnosi, si inizia subito una terapia farmacologica oppure si tenta prima con la correzione dello stile di vita?

Anzitutto va valutato il grado di ipertensione arteriosa e l'età del soggetto nel quale viene diagnostica, quando è un giovane prima di avviare qualunque terapia è opportuno escludere le cause secondarie di ipertensione arteriosa sopra elencante. Quando invece ci si trovi di fronte ad una persona di mezza età con una condizione "borderline" effettivamente il primo provvedimento da suggerire è la modifica dello stile di vita nel senso di:

-         ridurre l'assunzione di sale da cucina (mai aggiungere sale ai cibi dopo la cottura),

-         aumentare la propria attività fisica portandola ad almeno tre volte la settimana per circa 45 minuti con intensità intermedia,

-         ridurre il peso corporeo con dieta ed esercizio fisico in caso di soprappeso e/o di obesità.

Difficilmente in gradi più elevati di ipertensione è sufficiente l'adozione di uno stile di vita più sano per controllare i valori pressori ma sarà necessario iniziare un'adeguata terapia farmacologica, sotto attenta sorveglianza medica, previa esecuzione di qualche esame ematochimico per valutare la funzione renale.

In quale momento della malattia diventa obbligatorio il ricorso ai farmaci?
L'ipertensione arteriosa va trattata fin dal momento della sua diagnosi e non ci si dovrà stupire se saranno necessari alcuni "tentativi" terapeutici prima di trovare la cura più efficace e meglio tollerata dal paziente, e nemmeno se saranno necessari più farmaci a diversa azione, tra i molti che oggi fortunatamente abbiamo a disposizione. Facilmente poi, nel corso della propria vita, la terapia ipotensivizzante subirà progressive variazioni ed adeguamenti.

Dall'ipertensione si può guarire?
L'ipertensione può essere oggi ottimamente curata in quasi tutti i casi, si potranno così evitare le complicanze cardiovascolari maggiori ma, in senso stretto, dall'ipertensione arteriosa - non si guarisce, tranne i rari casi in cui essa non sia secondaria.

Perché è importante continuare a curarsi anche quando i valori pressori sono rientrati nella norma?
Nell'ipertensione arteriosa essenziale i valori pressori rientrano nella normalità solo per effetto della terapia farmacologica. Può essere che d'estate, per effetto della vasodilatazione e della sudorazione, ci sia la necessità di ridurre la terapia ma essa non può mai essere sospesa totalmente. Un'eventuale sospensione può addirittura causare un effetto di ricomparsa di ipertensione ancora più grave.
Da ricordare quindi: la terapia ipotensivizzante può essere modificata o rimodulata ma non va mai sospesa, se non in situazioni ben precise valutate e stabilite da un medico.

L'ipertensione si può prevenire?
Per onestà bisogna dire che non è possibile prevenire in modo assoluto l'ipertensione arteriosa. Certamente però uno stile di vita sano può aiutare a veder comparire l'ipertensione, in persone predisposte, più tardivamente negli anni, guadagnando così in termini di qualità di vita.
Alcuni accorgimenti come la riduzione del sale da cucina fin da bambini, il mantenersi normo-peso anche svolgendo regolare attività fisica sono comportamenti virtuosi e premianti nel tempo, soprattutto in termini di rischio cardiovascolare globale.

di Elisabetta Lucchesini

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TAGS: Ipertensione arteriosa

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